Notizie Sir del giorno: messaggio Papa alla Fao, Parolin su Europa, lettera Commissione Ue, politica e governo, stato sociale, morti carceri Brasile, Libano

Papa Francesco: messaggio alla Fao, agricoltura familiare “humus” per sfamare l’umanità

“La famiglia è dove si impara a vivere con gli altri e ad essere in sintonia con il mondo che ci circonda”. È un passaggio del messaggio che Papa Francesco ha inviato al direttore della Fao, José Graziano da Silva, in occasione dell’inizio del Decennio delle Nazioni Unite per l’agricoltura familiare (2019-2028) “un’iniziativa – scrive Francesco – che mira a raggiungere l’obiettivo Fame Zero 2030 e il secondo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030: sradicare la fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”. Nel messaggio in spagnolo, diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede, il Papa ricorda che “la famiglia è formata da una rete di relazioni”, è un “humus fruttuoso”, “modello di comportamento per un’agricoltura sostenibile, che ha conseguenze positive non solo per il settore agricolo, ma anche per tutta l’umanità e per la salvaguardia dell’ambiente”. In essa si applica il principio di sussidiarietà, “strumento che regola le relazioni”: di qui la possibilità di collaborare insieme alle autorità pubbliche “per lo sviluppo delle zone rurali senza trascurare l’obiettivo del bene comune e dando priorità a chi ne ha più bisogno”. (clicca qui)

Europa: card. Parolin, “continuare a dialogare per costruire l’Europa che tutti vogliamo”

“Continuare a dialogare per costruire l’Europa che tutti vogliamo”, di fronte alle “tendenze di ripiegamento su se stessi, di messa in discussione di quello che diciamo è il progetto europeo”. È l’auspicio del card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, espresso a margine della cerimonia di consegna del Premio internazionale “Economia e società”, svoltasi oggi a Roma presso il Palazzo della Cancelleria. “Io sarei per una visione positiva e incoraggiante”, ha affermato in merito al futuro dell’Unione europea, dopo i risultati delle elezioni di domenica: “Nel senso di dire: questa è la realtà, però possiamo costruire ancora”. “Credo che a usare i simboli religiosi per manifestazioni di parte come sono i partiti c’è il rischio di abusare di questi simboli”, ha ribadito il cardinale rispondendo alle domande sul vicepremier Salvini: “Quindi credo che da parte nostra non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questa realtà”. (clicca qui)

Economia: lettera della Commissione Ue all’Italia, debito eccessivo. Risposta attesa per il 31 maggio

(Bruxelles) Due giorni di tempo per far luce sui motivi per i quali l’Italia non rispetta la regola del debito pubblico (60% rispetto al Pil), registrando anzi tra il 2017 e il 2018 un aumento del debito stesso dal 131,4 al 132,2 per cento. L’Italia “non ha effettuato progressi sufficienti nel corso del 2018 per rispettare il criterio del debito”: il richiamo al governo del premier Giuseppe Conte è giunto con una lettera della Commissione, firmata dal vicepresidente Valdis Dombrovskis e dal responsabile per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici. Il ministero del Tesoro deve quindi fornire spiegazioni convincenti; il verdetto della Commissione giungerà poi il prossimo 5 giugno. Sarà quello il momento per capire se la Commissione intende richiedere una procedura per debito eccessivo, sulla quale saranno chiamati a pronunciarsi i ministri dell’economia e delle finanze (Ecofin) nella riunione del 9 luglio. Non si esclude a questo punto la necessità del ricorso a una manovra correttiva. (clicca qui)

Politica: Conte, “ripartire con chiarezza di intenti e determinazione di risultati”

“Il Governo del cambiamento deve ancora completare buona parte del suo programma. Ho elaborato un’agenda fitta di misure e provvedimenti da attuare che ci impegnerà per il resto della legislatura. Ho chiesto a entrambi i vice presidenti di accelerare i confronti e le valutazioni che sono in atto nell’ambito di ciascuna forza politica, in modo da poter ripartire già nei prossimi giorni con chiarezza di intenti e determinazione di risultati”. Così il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, in una nota diffusa nel pomeriggio a seguito degli incontri avuti in giornata con i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. “Con entrambi – assicura Conte – ho avuto lunghi colloqui, che hanno costituito l’occasione per scambiare alcune valutazioni sugli esiti dell’ultima consultazione elettorale, sulla nuova composizione del Parlamento europeo e sulle procedure di nomina nelle Istituzioni europee”. (clicca qui)

Welfare: Mattarella, “stato sociale sottoposto a continue tensioni, evitare esclusione ed emarginazione” senza “limitarsi a mere erogazioni di sussidi”

“Lo stato sociale viene, in questi anni, sottoposto a continue tensioni, ed è necessario evitare che i profondi cambiamenti che hanno investito la nostra struttura sociale ed economica si trasformino in esclusione ed emarginazione”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio che, in occasione della presentazione della XIII edizione del Rapporto sullo Stato Sociale, ha inviato al curatore Felice Roberto Pizzuti, del Dipartimento di Economia e diritto dell’Università “La Sapienza” di Roma. Per il Capo dello Stato, “la riflessione comune di tutti coloro che si occupano di welfare rappresenta un momento indispensabile per affrontare le nuove sfide poste dalle esigenze di protezione sociale, sempre più sottoposte alla prova dei cambiamenti del mercato del lavoro, delle esigenze della finanza pubblica, nonché delle trasformazioni della società”. “La riflessione scientifica e l’analisi dei dati sui mutamenti che investono lo stato sociale – osserva Mattarella – sono pertanto momenti essenziali, funzionali alla predisposizione di interventi ragionati, volti a promuovere l’eguaglianza e l’inclusione sociale”. (clicca qui)

Brasile: almeno 55 i morti in scontri avvenuti nelle carceri dell’Amazonas. Pastorale penitenziaria, “responsabile è lo Stato brasiliano”

È di almeno 55 vittime secondo la Pastorale penitenziaria il bilancio degli scontri avvenuti in quattro carceri dello stato brasiliano di Amazonas tra domenica e lunedì. I dati ufficiali forniti dalla Segreteria dell’amministrazione penitenziaria (Seap) di Manaus hanno riferito di 40 morti. Secondo quanto detto dalle autorità, gran parte delle vittime presenta segni di strangolamento e asfissia e senza l’intervento della polizia il bilancio sarebbe stato molto più grave. Nel dettaglio, il bilancio è il seguente: Instituto Penal Antônio Trindade (Ipat) 25 morti; Unidade Prisional di Puraquequara (Upp) 6 vittime; Centro de Detenção Porvisória Masculino (Cdpm 1) 5 morti; Compaj 4 morti. Quest’ultimo è lo stesso carcere dove all’inizio del 2017 morirono 56 detenuti. Su quanto accaduto è intervenuta con una nota la Pastorale carceraria nazionale, insieme alla Pastorale carceraria delle diocesi dello stato di Amazonas. Nella nota si esprimono “dolore, lutto e speranza per una vita liberata dall’attuale sistema carcerario” e si parla di un “massacro, risultato di una detenzione di massa, trascuratezza verso vite di scarto, avidità di compagnie private e genocidio di cui è responsabile lo Stato brasiliano”. (clicca qui)

Libano: mons. Khairallah (Batroun), “cristiani unici a fare da ponte tra sciiti e sunniti”

“Noi cristiani in Medioriente siamo sempre stati in minoranza nella storia sotto tutti gli imperi. La qualità della nostra presenza e testimonianza ha fatto vincere l’essere e il rimanere cristiano sulla terra di Cristo. Non è il numero che conta ma è la qualità della nostra presenza, il fatto che siamo uniti e che conserviamo i valori umani. La nostra grande speranza è che lo scontro delle religioni non ci sarà. La responsabilità è nostra come cristiani”. Lo ha detto oggi mons. Mounir Khairallah, vescovo maronita di Batroun (Libano), durante una visita all’Università Cattolica di Milano. “In questa grande crisi tra sciiti e sunniti – ha spiegato il vescovo – siamo noi gli unici a poter fare da ponte. Se i cristiani sparissero dal Medioriente non ci sarebbe più vita neanche per i musulmani perché anche loro hanno paura: non ci sono luoghi dove sciiti e sunniti vivono insieme, i cristiani sono gli unici a saper vivere con tutti”. “Questa è la nostra responsabilità, la nostra missione – ha sottolineato mons. Khairallah -. I cristiani del Medioriente non spariranno. Come diceva San Giovanni Paolo II, noi siamo un ‘Paese messaggio’, un Paese modello per tutti i Paesi del mondo grazie alla convivialità tra le 18 comunità presenti sul territorio libanese. Vogliamo dire a tutti che il vivere insieme è sempre possibile”. (clicca qui)

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