Infanzia: Save the Children, Repubblica Centrafricana il Paese più a rischio. Italia ottava nella classifica di quelli a misura di bambino

La Repubblica Centrafricana è il Paese al mondo dove le condizioni di vita per i bambini sono le peggiori. È quanto emerge dal nuovo Rapporto di Save The Children diffuso alla vigilia della Giornata internazionale dei bambini che si celebra il 1 giugno. Nella classifica, dopo la Repubblica Centrafricana figurano “Niger e Ciad, con 10 Stati africani, di cui 6 colpiti da conflitti”. Sul versante opposto, sottolinea il Rapporto, “il primato dei Paesi più a misura di bambino spetta a Singapore, seguito da Svezia e Finlandia, con l’Italia all’ottavo posto in graduatoria”. Il dato del nostro Paese, dove si contano “1,2 milioni di minori in povertà assoluta”, è “in linea con lo scorso anno” ed è peggiore di quello “di Irlanda, Germania, Slovenia e Norvegia, oltre che dei tre sul podio”. Nonostante i progressi registrati negli ultimi 20 anni che dimostrano “che quando si intraprendono i passi giusti e si mettono in campo le azioni necessarie si possono ottenere risultati straordinari per assicurare un futuro a milioni di minori, anche nei Paesi più poveri e nei contesti più complicati”, tuttavia “il lavoro è tutt’altro che compiuto”, osserva Valerio Neri, direttore Generale di Save the Children. “Sono ancora troppi i bambini che continuano a essere privati dell’infanzia che meritano e che soffrono terribilmente a causa di guerre, povertà, cambiamenti climatici”, rileva Negri per il quale è fondamentale che “i leader mondiali, che nel 2015 si sono impegnati a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030, facciano ancora di più e mettano in campo ogni sforzo possibile perché nessun bambino al mondo venga più lasciato indietro”.

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