Spiritualità: mons. Semeraro (Albano), “discernere implica scegliere e decidere”

Il processo del discernimento si conclude con “due azioni importanti e complementari: scegliere e decidere”. Lo sottolinea mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, nel volume “Ascoltare e curare il cuore”, edito dalla Lev con la prefazione di Papa Francesco. “Occorre scegliere, perché il discernimento non può rimanere nella testa ma deve passare in tutto il corpo: ossia nelle scelte concrete, in comportamenti, in relazioni, in opere”, spiega mons. Semeraro ricordando che il passo successivo è quello del “decidere”. “Fino a quando non si sono compiuti passi concreti, non sarà possibile verificare se si è davvero entrati nella realtà, se si è sulla via giusta o si è stato imboccato un vicolo cieco”, rileva il vescovo evidenziando che “ogni decisione ha sempre bisogno della prova dei fatti, per potere poi ricevere una conferma”. Ecco allora, osserva mons. Semeraro, che “il binomio scegliere e decidere ci rimanda a un presupposto fondamentale del discernimento, che è l’esercizio di un’autentica libertà umana e di una responsabilità personale”.
Per il vescovo di Albano, bisogna “scegliere il bene possibile, quello possibile per me qui ed oggi”. Si tratta, cioè, “di scegliere concretamente, e questo mai una volta per tutte, il cosa fare ‘qui ed oggi’ per corrispondere alla volontà di Dio”. È questo, afferma, “il punto cruciale, giacché tappa decisiva e qualificativa del discernimento è precisamente l’agire secondo la volontà divina”. Che non significa “svolgere un copione, quasi si fosse a teatro” o “di scoprire e di eseguire un programma prestabilito”, ma di “far nascere una fedeltà”.

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