Vita nascente: De Matteis (famiglie numerose), “formazione dei medici e reti di informazione, sostegno economico alle mamme in difficoltà”

“Con tre figli già grandi sono rimasta incinta di Filippo e già alla quinta settimana di gravidanza ho contratto la toxoplasmosi con valori di infezione molto alti. Tutti mi consigliarono allora di abortire, perché il bambino sarebbe nato malformato o cerebroleso o, nel migliore dei casi, cieco o sordo. Da quel momento è iniziato un vero e proprio calvario”. Lo ha raccontato Anna Maria De Matteis, mamma di sette bambini tra cui tre deceduti, intervenendo al convegno internazionale “Yes To Life!”, organizzato a Roma dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. “L’istinto di proteggere il bambino che avevo in grembo è stato un istinto molto umano e naturale e saperlo così fragile mi faceva desiderare di proteggerlo ancora di più. Il padre non voleva un figlio malato e mi lasciò da sola”, ha raccontato la donna. Nella sua memoria ritornano i momenti della gravidanza durante i quali “stetti molto male, anche perché dovevo lavorare ininterrottamente per continuare a mantenere i miei figli in una situazione economica che ormai stava precipitando”. “Il senso di abbandono e solitudine, oltre alla disapprovazione quasi generale per la mia scelta della gente intorno a me, mi avevano gettata in uno stato di grande sconforto”. Nelle sue parole anche l’epilogo: “Filippo è nato sanissimo”. Dalla sua storia la donna ha tratto tre conclusioni: “curiamo la formazione dei medici e creiamo reti di informazione; diamo a una donna la libertà vera di scegliere per la vita; aiutiamo economicamente le mamme sole e in difficoltà”.

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