Figli adottivi: Griffini (Aibi), “rivedere il mito del vincolo biologico”. Un seminario estivo e un convegno nazionale per riflettere sul tema

“Se oggi una persona adottata non si pone il problema della ricerca delle origini non è considerata ‘normale’. E ciò vale anche per i genitori adottivi. Così la ricerca delle origini è diventato per molti un percorso al limite della schizofrenia”. A puntare i riflettori su questo problema è Marco Griffini, presidente di “Ai.Bi.-Amici dei Bambini”, per il quale occorre “rivedere il ‘mito del vincolo biologico’”. Spesso la ricerca delle origini, spiega, viene interpretata come “un diritto, in virtù di una tendenza a rappresentare l’istanza degli individui come un imperativo cui dover aderire ‘a prescindere’, senza considerare eventuali diritti esercitabili da altri soggetti comunque coinvolti o da sostenere e garantire, anche per legge, ad ogni costo”. Invece, sottolinea Griffini, “non è così e serve una riflessione approfondita: serve una distinzione tra un ‘legittimo desiderio’ e un ‘presuntuoso diritto’; occorre svelare e dire quanto le proprie ‘origini’, di sangue e di terra, non siano automaticamente da considerare come il proprio originario fondamento”. Per questo, Ai.Bi ha organizzato un convegno nazionale che si terrà l’1 e 2 novembre ad Assisi e sarà preceduto dal seminario estivo in programma a Casino di Terra (Pisa) il 28 agosto, dal titolo “Ricerca delle origini: quale necessità”, a cui prenderà parte Francesco Belletti, direttore del Centro Internazionale Studi sulla Famiglia.

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