Colombia: frattura nelle Farc tra il leader Timochenko e il capo negoziatore Iván Márquez

È ormai dichiarata la frattura all’interno delle Farc, l’ex gruppo colombiano armato, smobilitato ufficialmente dopo la firma del trattato di pace e ora diventato un partito politico con lo stesso acronimo (Forza alternativa rivoluzionaria del Comune). In una lettera aperta Rodrigo Londoño, alias Timochenko, l’ultimo capo della formazione guerrigliera e ora leader della forza politica, si rivolge a Iván Márquez, capo negoziatore delle Farc all’Avana, che ha rifiutato il seggio senatoriale e non si trova più nel Paese, considerando che abbandonare le armi sia stato un “errore”.
Per Londoño non bisogna “sedersi a ricordare con nostalgia i giorni della guerra, ma mettersi in movimento generale per far conoscere a tutti i colombiani e colombiane lo spirito e i progressi dell’accordo”. Quindi, “non possiamo rischiare di perdere quello che abbiamo guadagnato fino a oggi, per quanto complesso possa essere il compito che ci sta di fronte”.
Márquez, piuttosto, viene accusato di essere venuto meno alla responsabilità affidatagli dal partito, dal Paese e dalla comunità internazionale, rifiutando di occupare il suo seggio internazionale.
Sono, questi, giorni difficili per il processo di pace, anche a causa del cosiddetto “caso Santrich”, che vede protagonista l’ex guerrigliero Jesús Santrich, accusato di narcotraffico. La scorsa settimana il Tribunale della Giustizia speciale per la pace (Jep) aveva rifiutato di estradare Santrich negli Usa e aveva disposto la sua liberazione, durata però poche ore. Il nuovo arresto è stato giustificato con l’esistenza di “nuove prove” contro Santrich ed è diventato una battaglia personale del presidente Duque.

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