Comunicazioni sociali: Ucsi Sicilia, testimonianza di Paolo Borrometi apre ciclo di incontri per Giornata mondiale

Sarà la testimonianza di Paolo Borrometi, giornalista di Tv2000 e direttore de “La Spia”, ad aprire domani il ciclo di incontri che l’Ucsi Sicilia organizza in occasione della 53ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Borrometi converserà, a partire dalle 19, nella chiesa di S. Antonio Abate di Francoforte, con il giornalista Salvatore Di Salvo, componente della giunta nazionale Ucsi e presidente provinciale dell’ Ucsi di Siracusa. Si terrà, invece, venerdì, a Lentini, l’incontro con il fotoreporter Antonio Parrinello, che racconterà “L’immigrazione attraverso le immagini”. L’incontro, moderato da Salvatore Di Salvo, prenderà il via alle 19.30 nella saletta “Navarria”, nell’ambito del tema di studio distrettuale “La pace nel Mediterraneo: immigrazione, integrazione, condivisione”. A Palermo, venerdì 31 maggio, dalle 9 alle 12, nella sede dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, si svolgerà un corso per la formazione dei giornalisti sul tema “Siamo membra gli uni degli altri. 53ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali”. È previsto l’intervento del giornalista Ernesto Preziosi, storico e direttore della promozione istituzionale dell’Università Cattolica di Milano, e gli avvocati Maria Elisa Aloisi e Francesco Strano. L’incontro è stato accreditato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dall’Odg Sicilia ai fini della formazione professionale continua. “I social – commenta Salvatore Di Salvo, presidente di Ucsi Siracusa – hanno trasformato la società della comunicazione in società della conversazione, ma anche in una società arrogante, violenta, dove i social vengono utilizzati per minacciare, aggredire, abusare. Sono anche il luogo dove si formano le nostre identità, specialmente quelle dei più giovani. In quest’ottica, le comunità sui social dovrebbero essere intessute di una relazione autentica, vera, tra le persone tutte intere anche se vissute nella dimensione incorporea del digitale, che comunque è reale e non virtuale”.

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