Celam: messaggio al popolo di Dio, “continente in crisi, lottare contro corruzione e custodire la Casa comune”

“Constatiamo in tutta l’America Latina e nel Caribe la crescita di una crisi etica, politica, economica e culturale, alla cui radice scorgiamo una frattura antropologica che si manifesta in molti modi”. Lo scrive la Presidenza del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam) nel Messaggio al popolo di Dio diffuso al termine dell’assemblea generale che si conclude oggi a Tegucigalpa (Honduras). Sono numerosi gli esempi fatti nel messaggio, tra cui “il machismo che ferisce la dignità della donna” e “le migrazioni obbligate per la povertà e la violenza”. Di fronte a esse, scrivono i vescovi, “assumiamo i quattro verbi con i quali Papa Francesco orienta l’attenzione ai migranti: accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. L’elenco prosegue con le “ideologie disumanizzanti che debilitano la ricerca del bene comune, l’esercizi delle libertà e il riconoscimento dei diritti umani. Queste ideologie spesso arrivano a sacrificare i più poveri, favorendo l’aumento di diseguaglianze che sono inaccettabili. Abbracciamo il dolore dei popoli e delle chiese che attualmente stanno soffrendo di più: Venezuela, Nicaragua e Haiti”.
Un paragrafo ulteriore viene dedicato dal documento alla necessità di lottare “contro la corruzione”, profondamente radicata nelle strutture sociali, economiche e politiche dei Paesi latinoamericani, a partire da “un cambiamento di mentalità”. Un altro punto del messaggio è incentrato sulla “cura della Casa Comune”, e sulla “preoccupazione e impegno a favore dell’ecologia integrale”. Per questo, i vescovi latinoamericani manifestano la propria “comunione” rispetto al Sinodo per la Panamazzonia del prossimo ottobre.
La Presidenza del Celam conclude impegnandosi a collaborare per “una società più giusta e solidale”, nella vicinanza al popolo e in particolare ai poveri, alle donne e ai giovani.

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