Salute: Mettimano (Policlinico Gemelli), “ipertensione è killer silenzioso, favorire maggiore consapevolezza dei rischi”

L’ipertensione arteriosa “colpisce circa il 30% della popolazione adulta e rappresenta uno dei maggiori problemi clinici dei tempi moderni”. Per questo occorre “favorire una maggiore consapevolezza del rischio associato alla malattia ipertensiva”, in quanto “anche moderate elevazioni della pressione sanguigna arteriosa vengono associate a una riduzione dell’aspettativa di vita”. Lo sottolinea Marco Mettimano, responsabile del Centro ipertensione della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli che, in occasione della Giornata mondiale dell’ipertensione, mette in guardia da una delle “malattie più diffuse nei paesi industrializzati”, definita non a caso “‘killer silenzioso’, perché non comporta alcun sintomo e agisce nell’ombra, degenerando in complicanze severe, talvolta dall’esito mortale”. L’ipertensione, ricorda, “affatica il cuore, può aumentarne le dimensioni rendendolo meno efficiente e favorisce l’aterosclerosi”. Chi ha la pressione alta infatti corre “un maggior rischio di infarto, fibrillazione atriale, ictus”. Inoltre, “l’ipertensione può causare insufficienza renale e danneggiare la vista”. Ecco allora, rileva Mettimano, che è “fondamentale ordinare al paziente di controllare il peso corporeo evitando il sovrappeso, limitare il consumo di alcool e di sale, non fumare, modulare lo stress e, soprattutto, praticare regolarmente attività fisica di tipo aerobico”. “Se con questi accorgimenti non si ottengono risultati – conclude – è necessario consultare il medico che prescriverà una terapia farmacologica da assumere regolarmente tutti i giorni agli stessi orari”.

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