Filosofia: card. Sepe (Napoli), “grande l’attualità di Domenico Jervolino per la sua ricerca della saggezza come spinta a dialogare con l’altro”

“Napoli ha delle eccellenze, alcune delle quali non sono ancora conosciute abbastanza”. Lo ha detto il cardinale arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, nel corso del convegno, tenutosi ieri alla sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a Napoli, sulla figura del filosofo Domenico Jervolino, scomparso lo scorso anno. “Dialogando con Domenico Jervolino. Fenomenologia della vita morale: una filosofia per il Mediterraneo?” il tema dell’incontro, uno dei momenti organizzati dall’Ateneo per preparare la visita di Papa Francesco, che il 21 giugno prenderà parte al secondo giorno di lavori del convegno su “La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo”. “Le sue fonti sono stati i grandi del Novecento – ha ricordato il porporato -: Jervolino ha incarnato nella sua persona il cattolicesimo sociale che ha vissuto profondamente nella sua famiglia, come membro dell’Azione cattolica e con le Acli”. Del filosofo, ha affermato il cardinale, “mi ha colpito la ricerca della saggezza come meditazione della vita, quale compito della filosofia. È una saggezza che porta l’uomo a confrontarsi con l’altro. Ecco l’attualità della filosofia di Domenico Jervolino: l’io che non può chiudersi in se stesso, l’uomo fatto per sua natura per confrontarsi e per dialogare” in risposta al “pericolo, fortemente presente oggi, dell’io che vuole sopraffare l’altro” e all'”egoismo che diventa la cifra del vivere”. L’arcivescovo ha ricordato anche come Jervolino ha saputo tradurre in una “controcorrente filosofica l’inquietitudine di Sant’Agostino, che è di colui che cerca la verità, di chi vuole capire se stesso”.

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