Comunicazione: Padula (Copercom), “ridurre l’aggettivazione esasperata e contribuire a sostantivizzare la società”

“Viviamo in scenari sociali conflittuali, nei quali, però, l’idea di conflitto perde la sua funzione originaria, ovvero motore dell’interazione. Perché, in presenza di un conflitto esterno, ogni gruppo riesce ad acquisire una percezione più chiara dei suoi confini, la sua identità si rafforza e prende corpo il senso di appartenenza comune. Pertanto, il vero nemico dell’integrazione non è il conflitto, ma l’indifferenza e la fuga. Destrutturando il senso autentico del conflitto, creiamo anti-comunità. E questo succede on line ma anche off line”. Lo ha detto oggi a Roma il presidente del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) Massimiliano Padula, intervenendo al Comitato dei presidenti e delegati delle 29 associazioni aderenti al Coordinamento. L’incontro è stato anche un’occasione per riflettere sul tema del Messaggio di Papa Francesco per la LIII Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dal titolo “’Siamo membra gli uni degli altri’ (Ef 4,25). Dalle social network communities alla comunità umana. Ricordando le parole del Messaggio, Padula ha rimarcato come “troppe volte nel web l’affermazione della propria identità si fonda sulla contrapposizione con l’altro, l’estraneo. Ci si definisce a partire da ciò che divide piuttosto che da ciò che unisce. Questo alimenta l’odio e l’odio parte dalle parole, da un’aggettivazione esasperata”. Pertanto, ha esortato il presidente del Copercom, nel contesto attuale “lo sforzo cui siamo chiamati è ridurre questa aggettivazione esasperata e la sfera di indifferenza e contribuire a sostantivizzare la società, cioè renderla piena di senso”.

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