Comunicazione: p. Spadaro (La Civiltà Cattolica) al Copercom, “non perdere l’aspetto della compassione”

“Come la misericordia è una parola chiave per la geopolitica, così la compassione è un termine centrale nella dimensione della comunicazione”. Ne è convinto padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, che intervenendo oggi a Roma al Comitato dei presidenti e delegati del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione), ha sottolineato come, “oggi più che mai, sia necessaria una comunicazione che non scomunica”. Riflettendo sul Messaggio di Papa Francesco per la LIII Giornata mondiale delle comunicazioni sociali – dal titolo “’Siamo membra gli uni degli altri’ (Ef 4,25). Dalle social network communities alla comunità umana” – padre Spadaro ha evidenziato come “una comunicazione che si fa sempre più politica e una politica che diventa sempre più comunicazione” tendano oggi a “comunicare per scomunicare l’altro, ridurlo al silenzio”. La comunicazione “non deve perdere l’aspetto della compassione, intesa come centro della comunicazione. Questo – ha precisato – non ha valenza solo per i cattolici e non è un assunto di ordine morale, ma ha un valore politico, perché solo la compassione può farci sentire comunità. Senza di essa non c’è comunità umana e, se la perdiamo, perdiamo anche la capacità di creare legami”. Da qui, l’appello del direttore de “La Civiltà Cattolica” a chiunque operi nella comunicazione: “Non esistono più i media intesi come mero strumento comunicativo, ma essi sono parte integrante di un ambiente e hanno un impatto diretto sul tessuto civile e umano. Quindi quando parliamo di rete e di informazione stiamo parlando di relazioni. Ogni informazione crea una relazione e la relazione stessa diventa un’informazione a sua volta. Pertanto, il senso del nostro lavoro, soprattutto in un momento di forti contrapposizioni, deve essere orientato all’immagine di società che vogliamo costruire”.

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