Rom: Stasolla (Associazione 21 luglio), “sgombero forzato di 450 rom a Giugliano. Dopo Casal Bruciato un altro focolaio di odio”

Da venerdì scorso 450 rom di cui la metà bambini, vagano senza mèta tra le campagne di Giugliano, in Campania. Sono stati sgomberati dall’amministrazione comunale di Giugliano senza che sia stata offerta loro una soluzione abitativa alternativa. “Dopo Torre Maura e Casal Bruciato è un altro focolaio d’odio contro i rom”. Lo ha denunciato oggi, durante una conferenza stampa a Montecitorio, l’Associazione 21 luglio, chiedendo al governo nazionale e locale “un intervento urgente volto a garantire servizi minimi e a salvaguardare il diritto alla salute e alla scolarizzazione”. Il presidente Carlo Stasolla è oggi al terzo giorno di sciopero della fame per protestare contro l’abbandono istituzionale delle famiglie rom di Giugliano. Hanno anche lanciato un mail bombing contro le istituzioni coinvolte che ha già raccolto in poche ore migliaia di adesioni. “C’è un filo rosso di odio verso i rom che collega Casal Bruciato a Giugliano – ha affermato –. La vita di 450 persone, tra cui numerosi neonati e bambini, è messa a serio repentaglio da politiche irresponsabili e noncuranti della dignità umana. Temiamo uno sgombero ulteriore e l’aggravarsi di una situazione già critica. La polizia ha anche sequestrato le automobili dove dormono perché prive dei contrassegni assicurativi. Sono state anche fatte minacce di tipo razziale di carattere discriminatorio e di sottrazione dei minori, facendo leva sulla debolezza di queste persone”. Stasolla ha mostrato un post sui social del vicino Comune di Casapesenna: avverte i cittadini che in seguito allo sgombero del campo di Giugliano “vi è la probabilità che gli stessi possano raggiungere il nostro paese e quelli limitrofi – testuali parole –. Si chiede alla cittadinanza di essere compatta e prendere le dovute informazioni e precauzioni qualora si trovassero nelle condizioni di locare abitazioni a persone che infrangono la legge, al fine di contrastare il fenomeno della delinquenza”.

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