Elezioni europee: mons. Suetta (Ventimiglia-Sanremo), “esprimere un voto ‘secondo coscienza’”. Europa sia “comunità a misura dell’uomo”

È un richiamo “al dovere di esprimere un voto ‘secondo coscienza’” quello espresso dal vescovo di Ventimiglia-Sanremo, mons. Antonio Suetta, in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo in programma il prossimo 26 maggio. “Per un cattolico – spiega il vescovo – significa agire in modo da favorire la diffusione della civiltà cristiana, la civiltà dell’amore, caratterizzata dalla fede come valore capace di dare senso all’esistenza intera e di plasmare efficacemente ogni comunità a misura dell’uomo”. “Tutto ciò – sottolinea – è particolarmente vero per l’Europa, realtà culturale e storica, prima ancora che aggregazione di Stati o di sistemi finanziari”.
Mons. Suetta ribadisce che “come cattolici, non solo siamo a favore dell’Europa, ma desideriamo pure contribuire come in passato, con l’apporto di un umanesimo autentico e religioso, a creare uno spazio comune che favorisca la libertà, i diritti umani e il progresso integrale dell’uomo”. “San Giovanni Paolo II – ricorda – parlava dell’Europa dei popoli, che si estende dall’Atlantico agli Urali, immaginando un’Europa che non smarrisse gli ideali cristiani e che fosse propulsore della cristianità”. “In questi anni – osserva il vescovo – purtroppo abbiamo registrato una tendenza culturale volta a cancellare, nascondere e ridimensionare la matrice cristiana dell’Europa. Un pensiero anticristiano si è affermato come egemone, in nome di una singolare tolleranza interreligiosa e di una malintesa laicità”. Per mons. Suetta, “se l’Europa continuasse a vivere come una colpa la propria tradizione, la propria storia e la propria identità, sarebbe destinata ad arrendersi ad un globalismo mondiale, che rende le persone pedine di un sistema economico che ruota attorno al consumismo e al volume degli affari, in cui non c’è spazio per la solidarietà, per la vita, per la famiglia, per l’uomo”. “Un’Europa costruita sulla convinzione che dimensione religiosa e identità vadano cancellate, che l’anima dell’Europa sia non avere un’anima, è un’Europa destinata a dissolversi”, ammonisce il vescovo, che nel messaggio parla anche della “contrapposizione tra élite e popolo”: “Restituire sovranità all’Europa, alle nazioni che la compongono e ai suoi cittadini può essere davvero – afferma – una prospettiva cui guardare con interesse”.

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