Pastorale salute: suor Dobner, “l’amore vero sa accogliere, valorizzare il prossimo e rendere capaci di comunione”

L’umanità vista come i pesci e gli animali che vivono nei fondali. In questo modo ha illustrato il tocco suor Cristiana Dobner, carmelitana scalza nel monastero di S. Maria del Monte Carmelo a Concenedo di Barzio, nella sessione plenaria del convegno nazionale della pastorale della salute, promosso dalla Cei a Caserts. “Il sentire a pelle suona come una difesa”, ha detto. Ma come educare la nostra pelle a non giudicare? “Dal sentire a pelle si arriva alla compassione. L’immersione nei fondali comporta attenzione e coraggio. Immersione, nel nostro caso, significa entrare in se stessi e con chi ci vive accanto”. Suor Cristiana ha proposto un bestiario acquatico per descrivere gli atteggiamenti che tutti, operatori sanitari e non, hanno di fronte alla malattia: gli squali, che “nella nostra società abbondano – ha commentato -, può vincerli solo la compassione, anche quando il vuoto è assoluto”, la medusa urticante che evapora se esposta al sole; “il delfino è Gesù Cristo che ci permette di attraversare il mare della compassione. L’amore vero sa accogliere, valorizzare il prossimo e rendere capaci di comunione”.

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