Pace: card. Parolin, “per il Papa le patologie di un mondo diviso si affrontano con più solidarietà, misericordia e fraternità”

“Allontanandosi progressivamente da un contesto di egemonia europea e da un approccio eurocentrico, il richiamo all’unità fra i popoli ha anche accompagnato un crescente interesse ecclesiale per i mondi non europei, in particolare africano, asiatico e latino-americano, sottolineando una prospettiva sempre più ‘globale’”. Lo ha dichiarato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, intervenendo oggi alla conferenza internazionale sul tema “1919-2019. Speranze di pace tra Oriente e Occidente”, presso l’Università del Sacro Cuore di Milano, in occasione del X anniversario della fondazione dell’Istituto Confucio del medesimo Ateneo. “La Chiesa – ha aggiunto – si è espressa nel tempo su molti temi legati all’unità della famiglia umana: contro la guerra e l’uso della violenza, da una parte, e per la pace e il negoziato nelle controversie internazionali, dall’altra; per lo sviluppo della cooperazione internazionale e per la promozione delle organizzazioni sovranazionali. In sintesi, a problemi globali occorre dare soluzioni altrettanto globali”. Il porporato ha, quindi, illustrato alcune linee del magistero pontificio degli ultimi cent’anni e a fare alcuni esempi, a partire da Benedetto XV, passando per Pio XI e Pio XII, Giovanni XXIII e il Vaticano II, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI , per arrivare ai giorni nostri con Papa Bergoglio. “Primo Papa non europeo da molti secoli, Francesco costituisce l’espressione evidente della profonda trasformazione della Chiesa cattolica, il cui baricentro si è progressivamente proiettato dall’Europa verso un orizzonte mondiale – ha sottolineato il card. Parolin -. È noto, in particolare, quanto questo Papa abbia proseguito il percorso iniziato con il Vaticano II, accentuando le caratteristiche di una Chiesa ‘in uscita’ e protesa ad evangelizzare, secondo le linee da lui indicate nell’enciclica ‘Evangelii Gaudium’”.
In tale orizzonte “si colloca anche l’approccio di Papa Francesco all’unità della famiglia umana, un tema da lui affrontato in un contesto diverso da quello dei suoi predecessori, perché la globalizzazione è ormai diventata un fenomeno avanzato, che mostra sempre più chiaramente anche gravi limiti, problemi e contraddizioni”. Per il Papa, ha ricordato il segretario di Stato, “le patologie di un mondo diviso non si affrontano inseguendo meramente l’illusorio obiettivo di una maggiore sicurezza per pochi e, di fatto, mantenendo dinamiche ingiuste che fanno soffrire molti, ma partendo dall’ascolto della voce dei poveri. Per costruire compiutamente l’unità della famiglia umana occorrono invece più solidarietà, più misericordia e più fraternità”.

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