Pace: card. Parolin, “a lacerazioni Chiesa risponde esortando all’unità”

“Pochi giorni fa, Papa Francesco ha lanciato un appello alle Nazioni, affinché si associno e lavorino insieme perché ‘il bene comune è diventato mondiale’. Il Santo Padre ha poi sottolineato che laddove ‘uno Stato suscitasse i sentimenti nazionalistici del proprio popolo contro altre nazioni o gruppi di persone, verrebbe meno alla propria missione. Sappiamo dalla storia dove conducono simili deviazioni; penso all’Europa del secolo scorso’. Queste parole applicano all’attuale situazione di progressiva globalizzazione una linea di pensiero che il magistero della Chiesa ha sviluppato in modo costante negli ultimi cent’anni, attingendo anche all’antica saggezza dei Padri della Chiesa, i quali nei primi secoli avevano già elaborato l’idea dell’unità della famiglia umana così come appare nel progetto salvifico di Dio”. Lo ha detto, stamattina, il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, nel corso della conferenza internazionale sul tema “1919-2019. Speranze di pace tra Oriente e Occidente”, presso l’Università del Sacro Cuore di Milano, in occasione del X anniversario della fondazione dell’Istituto Confucio della medesima Università.
“Proprio mentre ha conosciuto la possibilità di diventare più unita, l’umanità ha cominciato a sperimentare anche le divisioni più laceranti. A questi problemi nuovi – ha osservato il porporato -, la Chiesa risponde esortando all’unità come espressione di un’esigenza intrinseca, che porta a sviluppare un legame autentico tra popoli diversi. Gradualmente si è venuto rafforzando il senso dell’osmotica correlazione tra la natura sovranazionale della Chiesa cattolica e l’unità della famiglia umana. Infatti, il Concilio Vaticano II nella Lumen Gentium definisce la Chiesa ‘quasi un sacramento, ossia segno e strumento di intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano’”.

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