Diocesi: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “la fede è una vita di amore, di pace e di perdono”

“La fede è vita, è una vita di amore di pace e di perdono: è il messaggio che Maria ci ha regalato anche nelle apparizioni ai Pastorelli a Fatima: un messaggio che aveva significato in tempo di guerra e di odio fra le persone nella nostra Europa, ma continua ad avere senso e valore oggi, in un mondo segnato troppo spesso da scelte individualiste, di egoismo, contro la vita e la pace”. Lo ha detto ieri pomeriggio l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, a Villanova (Fe), dove ha presieduto la messa in occasione della festa della Madonna di Fatima. Nell’omelia, il cui testo è stato diffuso oggi, mons. Perego ha spiegato che “Fatima, con lo sguardo di Maria, ci invita a testimoniare la fede nella vita di ogni giorno, con l’umiltà di chi si affida a Dio, come Pietro nella Parola di Dio. Solo così, come Pietro, impariamo ad amare, che è solo ciò che conta nella vita cristiana. Il primato di Pietro e dei suoi successori fino a papa Francesco è un ‘primato d’amore’ che nella Chiesa testimonia e, al tempo stesso, indica la strada del cristiano, il comandamento dell’amore”.
L’arcivescovo di Ferrara-Comacchio ha ricordato il legame particolare che unisce i cristiani alla Madonna. “La vita di Maria incrocia la vita del popolo di Dio, la nostra vita. Ai piedi di Maria – ha aggiunto mons. Perego – anche oggi ritornano il desiderio di aiuto alla vita come nella Visitazione di Maria alla cugina Elisabetta, le preoccupazioni delle famiglie come a Cana, la sofferenza dei malati, come sulla via crucis, la morte innocente come sotto la croce, l’attesa dello Spirito come nel cenacolo a Pentecoste”. Da qui l’invito a rivolgersi a Maria nella preghiera, affinché sia nostra interlocutrice presso il Figlio. Riprendendo le parole di Papa Francesco, mons. Perego ha invitato a pregare “per tutti coloro che sono lontani dall’amore di Dio e del prossimo e che vivono in una situazione di peccato, che può generare odio, rifiuto, guerra e anche a una preghiera per tutti i fratelli nel Battesimo e in umanità, in particolare per i malati e le persone con disabilità, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati”.

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