Laici: mons. Vari (Comm. vescovi Lazio), “nostre assemblee non sono fatte per favorire lo scambio e la possibilità di cambiare idea”

La riflessione di mons. Luigi Vari, arcivescovo di Gaeta e presidente della Commissione per il laicato della Conferenza episcopale del Lazio, all’Esercizio di laicità sul tema “Camminare insieme”, che si tiene questo pomeriggio al santuario del Divino Amore di Roma, parte da un assunto: “Essere laici è vocazione: ha bisogno di fede e presa di coscienza”. “Ci chiediamo ancora troppo chi è un laico, invece che concentrarci su cosa deve fare: essere testimone di Cristo e Vangelo che si diffonde. Non si è laici per il solo fatto di non essere preti, ma se si diventa popolo di Dio. Esiste forse un deficit di catechesi, teologia, formazione, di cui dobbiamo sentirci tutti responsabili” è il rilievo critico di mons. Vari, che prosegue: “Le nostre assemblee non sono fatte in modo da favorire lo scambio e la possibilità di cambiare idea. Questo vale anche per i consigli pastorali”. Rispetto al ruolo della Chiesa e dei laici nel territorio, l’arcivescovo di Gaeta riflette su come “la qualità dell’essere nel mondo è data dal fatto che crediamo e da come crediamo. La sinodalità si esplicita nell’aiutarsi reciprocamente a credere” e racconta della testimonianza di fede ricevuta da un anziano laico, ex comunista, che nonostante il rapporto difficile con il parroco non ha perso la fede. “Ci sono secoli di santità che rappresentano un patrimonio importante e aiutano la Chiesa ad attraversare il tempo e ad essere viva”, conclude mons. Vari.

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