Disoccupazione giovanile: Parisi (Anpal), “problema intergenerazionale da affrontare in una dimensione famigliare”

“La disoccupazione giovanile è un problema serio che va affrontato con un impegno altrettanto serio. Questo richiede un’analisi completa e accurata di tutte le possibili opportunità, in maniera tale che gli investimenti nelle strategie di occupabilità, nelle sector strategy e nelle strategie di politiche attive del lavoro possano raggiungere i migliori risultati”. Lo ha detto Mimmo Parisi, presidente dell’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro (Anpal) e laureato all’Università Cattolica, intervenuto all’incontro “Progettiamo il futuro”, che si è svolto oggi a Matera, a cura dell’Ateneo. Un elemento fondamentale, a suo avviso, è  “la consapevolezza che per garantire la continuità del rapporto lavorativo dobbiamo puntare sempre di più su investimenti volti a favorire la stabilità nel mercato del lavoro e non semplicemente la stabilità nel posto di lavoro”. Il presidente dell’Anpal ha segnalato poi come “l’occupazione giovanile sia associata alle condizioni familiari, cioè alle condizioni socio-economiche dei genitori”. “Il tasso di Neet – ha spiegato – è positivamente correlato con lo stato di occupazione dei genitori e con il livello di istruzione e con la qualifica professionale”. Infine, un riferimento al reddito di cittadinanza, con il quale “abbiamo introdotto un approccio che si rivolge direttamente a tutto il nucleo familiare”. “È un approccio che inquadra la disoccupazione giovanile come un problema intergenerazionale, da affrontare quindi non esclusivamente in un’ottica individuale, bensì in una dimensione famigliare”.

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