Rinnovamento nello Spirito: Mantovano (magistrato), “la misura della conversione di Zaccheo sta nella rinuncia al denaro”

“L’insegnamento che dà questo esattore di imposte piccolo di statura e sgradevole di aspetto non ha solo valore sul piano della fede. La consegna dei beni ai poveri e il risarcimento al quadruplo è una misura che non si è mai trovata in alcun codice”. Lo ha detto Alfredo Mantovano, magistrato e vice presidente del Centro Studi “Rosario Livatino”, intervenendo oggi all’incontro “Cultura della Pentecoste” incentrato sulla figura di Zaccheo e sul tema della dignità umana, programmato all’interno della 42ª Convocazione nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) in corso a Rimini. Parlando di Zaccheo, Mantovano, che è anche presidente nazionale di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), ha spiegato: “Zaccheo è una persona benestante: nella vita fa l’esattore delle tasse, il che lo rende inviso ai suoi connazionali, perché riscuote denaro per conto dei Romani, cioè lavora per gli odiati invasori. Gli Israeliti lo considerano un ladro già solo per questo. Non è semplicemente un esattore, è il capo degli esattori, dei pubblicani. Di più: come talora accade agli esattori per conto terzi, fa la cresta su quello che recupera. Quindi è ladro tre volte: ha molto da farsi perdonare”. Mantovano si è detto colpito dalla “misura del risarcimento” di Zaccheo che dopo aver frodato restituisce 4 volte tanto. “Ma prima del risarcimento danni, vi è la consegna di metà dei suoi beni ai poveri”. La consegna di metà dei beni ai poveri e il risarcimento al quadruplo, ha aggiunto Mantovano, “è la misura della conversione, è la conferma che la conversione non è superficiale. Colui per il quale il denaro e i beni materiali fino a quel momento avevano costituito la ragione di vita decide che vale la pena privarsene in una quantità così smisurata. Lui, che per tutta la vita aveva fatto il creditore – se pure per conto terzi – si accorge di essere debitore; e la cosa incredibile è che è un debitore contento di esserlo: perché – ha concluso – è debitore di Gesù, e questo gli dà conforto e forza”.

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