Fake news: Baker (Reuters), “come combattere la nuova ondata di video falsi”

(da Perugia) – I più importanti media internazionali si stanno preparando a combattere l’ondata di falsi video in arrivo, chiamati in gergo “deepfake” perché usano l’intelligenza artificiale. Ne ha parlato stamattina a Perugia Hazel Baker, responsabile della sezione Ugc newsgathering dell’agenzia Reuters, durante il Festival internazionale di giornalismo in corso dal 3 al 7 aprile. Baker ha mostrato, tra gli esempi un falso video con un primo piano dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama che fa una dichiarazione, ma anche una deepfake con Papa Francesco. “Questi video sembrano essere pubblicati da testate legittime, in realtà sono prodotti grazie a sofisticati programmi di intelligenza artificiale a scopi di propaganda o commerciali, poi diffusi sui social”, ha spiegato. La Reuters ha prodotto un video fake interno per verificarne gli effetti sulla propria squadra di giornalisti e trovare i modi per smascherarli. “Abbiamo imparato ad accorgerci di minime imperfezioni  di sincronizzazione tra audio e video – ha proseguito -, a fare attenzione alla forma della bocca dei personaggi pubblici che parlano e a suoni sibilanti di sottofondo, alla staticità del soggetto in modo innaturale e ad ascoltare i nostri sensi e l’intuizione quando avvertiamo qualcosa di strano”. La sezione Ugc della Reuters ha attivato delle tecniche di verifica dei video falsi, tra cui la geolocalizzazione, l’esame dei meta data, la consultazione di esperti e dei soggetti o fonti coinvolte. “Per individuare le deepfake – ha concluso Baker – è necessaria una combinazione di giudizio umano, esperti e verifica del contesto. In attesa di soluzioni tecnologiche”.

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