Sport: don De Marco (Cei), “crescente contributo per lo sviluppo della pace e linguaggio attraverso cui la persona racconta i propri talenti”

“Lo sport è gioia! E la comunità cristiana ne è consapevole e si unisce al mondo intero che celebra il 6 aprile la Giornata mondiale dello sport per lo sviluppo e la pace”. Lo scrive don Gionatan De Marco, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, in un messaggio al SIR.
“Una giornata – ricorda don De Marco – indetta nel 2013 dalle Nazioni Unite e celebrata ogni anno in tutto il mondo per promuovere il valore dello sport come elemento fondamentale per l’integrazione sociale e la convivenza civile. Non a caso la data scelta, il 6 aprile, coincide con la data di inizio dei primi Giochi Olimpici dell’era moderna, svoltisi ad Atene nel 1896 per evidenziare la capacità dello sport di favorire, mediante un linguaggio universale, il cambiamento sociale, unire le persone e creare una cultura di pace”.
La comunità cristiana, prosegue, “condivide con la comunità internazionale la visione positiva dello sport”, riconoscendo, in sintonia con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, “il crescente contributo dello sport nella realizzazione dello sviluppo e della pace nella sua promozione della tolleranza e del rispetto e il contributo che (esso) apporta al rafforzamento delle capacità delle donne e dei giovani, degli individui e delle comunità, nonché alla salute, l’istruzione e gli obiettivi di inclusione sociale”.
La comunità cristiana, evidenzia il direttore Cei, “riconosce lo sport come linguaggio attraverso cui la persona racconta i propri talenti e la propria bellezza, allenandola ai valori che rendono buona la vita”. I valori “intrinseci dello sport”, infatti, “come il lavoro di squadra, il sacrificio, la lealtà, la disciplina, l’umiltà, il rispetto per l’avversario e le regole del gioco possono e devono trovare collocazione nella società per essere una vera scuola dove si forgiano le virtù necessarie per la crescita umana e sociale delle persone e delle comunità”.
Di qui l’augurio a tutto il mondo dello sport “di diventare sempre più scuola di relazioni autentiche e significative, capaci di accompagnare le persone – i giovani soprattutto – a vivere da protagonisti la storia di questa umanità, scrivendo pagine di bene realizzato e di pace condivisa. Che, insieme, possiamo progettare e costruire lo Sport for Joy!”.

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