Servizio civile: Perotti (Acli) su progettazione dopo la riforma, “processo sarà lungo”

Per tutti, ma solo sulla carta. La legge 106 del 2016, che ha riformato il Terzo settore, prevede il servizio civile universale. “Il significato della parola ‘universale’ dovrebbe essere l’estensione del diritto a tutti ma sappiamo che l’accesso dipende invece dalle risorse disponibili”, ha commentato Mauro Perotti, direttore del Servizio civile Acli, durante il seminario organizzato oggi dall’associazione. Secondo la riforma, a monte del nuovo ciclo progettuale ci sono “i piani triennali e annuali – ha continuato -, predisposti dalla presidenza del Consiglio dei ministri che deve coordinarsi con le amministrazioni coinvolte”. “Il problema è che queste ultime sono varie”. “Immaginiamo che il processo per la stesura del piano sarà lungo unito al fatto che al momento sono pochi gli enti che hanno ottenuto l’accreditamento. Entro l’anno ci dovrebbe essere la scadenza per presentare i progetti ma non è certo sarà possibile rispettare i tempi”. “La ratio della riforma era la riduzione degli interventi per dare maggiore qualità degli enti che presentano i progetti. Inoltre prima erano gli enti a suggerire le aree di intervento mentre ora è lo Stato a indicare le priorità”.”Sarà necessaria una semplificazione – ha aggiunto Matteo Bracciali, responsabile nazionale Servizio civile Acli – perché non sarà possibile sostenere un ciclo progettuale così complesso”.

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