Giovani: Santerini (Univ. Cattolica), “chi governa rischia di diseducarli civicamente”

“Brandire la cittadinanza come uno strumento per riportare l’ordine a scuola sarebbe la sua negazione”. Lo ha sottolineato Milena Santerini, docente di pedagogia sociale interculturale all’Università Cattolica di Milano, ricordando che “la cittadinanza non è fondata sul ‘noi’ e ‘gli altri’, ma sulle molteplici appartenenze”. “Chi governa rischia di diseducare civicamente questi ragazzi”, ha affermato Santerini che è intervenuta al seminario di studi sul tema “Le competenze in materia di cittadinanza”, promosso dall’Associazione italiana maestri cattolici e dall’Unione cattolica insegnanti, dirigenti, educatori, formatori in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università. “Non basta conoscere la Costituzione e le norme, bisogna viverle e sentirle come scelte giuste. Essere cittadini è un impegno e non solo un attributo”, ha spiegato la docente secondo la quale “la soluzione non è introdurre dall’alto una quantità di civismo o imporre un nuovo orario di educazione civica, come il Governo va dichiarando”. Anzi, ha aggiunto, “sarebbe un danno se  questo orario fosse sottratto alla storia”. L’educazione alla cittadinanza, ha osservato Santerini, “non è qualcosa che si impara a memoria, ma che si sceglie e si apprende dall’esempio degli insegnanti e della comunità”. Oggi invece “il messaggio che arriva è quello dell’uomo forte, dell’odio, dell’insulto, della derisione dell’avversario, ovvero la legge del più forte che è il contrario della democrazia”, ha lamentato la docente per la quale “la debolezza dell’educazione civica riflette la debolezza della coscienza politica del Paese”.

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