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Messico: appello dei vescovi ai Governi, “accogliere e integrare i migranti”

“Un appello ai Governi del Messico e degli Stati Uniti per accogliere e integrare le migliaia di migranti che attualmente sono nel nostro Paese, e ai mezzi di comunicazione di dare copertura obiettiva e giusta, di fronte alle carovane che continuano ad arrivare. E un appello agli uomini di buona volontà, che vivono nel nostro Paese, a guardare con carità e misericordia al fratello migrante che soffre, a non chiudere il cuore e a continuare ad aiutare”. È questo l’invito dei vescovi messicani, espresso in una nota firmata dal presidente della Conferenza episcopale (Cem), mons. Rogelio Cabrera López, arcivescovo di Monterrey, e dal segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, vescovo ausiliare di Monterrey. Il comunicato è stato scritto in primo luogo per esprimere gratitudine a Papa Francesco per il contributo di 500mila dollari, destinati a 27 progetti di accoglienza di 16 diocesi. “La crisi umanitaria continuerà ad aumentare”, si legge nel comunicato della Cem, con l’arrivo di nuove carovane. Il peso dell’accoglienza è in gran parte sulle spalle della Chiesa cattolica, pur con l’apporto di numerosi organismi della società civile e di altre Chiese cristiane, ma alle frontiere nord e sud “i centri di accoglienza sono sovrappopolati” e non mancano nelle città di frontiera “campagne di criminalizzazione dei migranti”, attraverso le quali viene impedito loro di “trovare lavoro, affittare un appartamento o circolare tranquillamente per la strada”. La Conferenza episcopale denuncia: “Sono le reti dei centri di accoglienza delle diverse diocesi, congregazioni religiose e organizzazioni della società civile ad assistere attualmente decine di migliaia di migranti, mentre le autorità, in molti luoghi, non riescono a far fronte alla situazione e sono sopraffatte in termini di aiuto e trattamento dignitoso che i migranti meritano”. Perciò, “è necessario un maggiore e migliore coordinamento tra la forte struttura pastorale nazionale della Chiesa cattolica e il Governo in tutte le sue articolazioni, cosa che finora non è accaduta nella modalità desiderata e sperata, di fronte a un’emergenza di questa natura”.

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