Festival delle religioni: Pallavicini (imam Milano), “fondamentalismo nasce da lotte di potere e da profonda ignoranza”

“Dialogare con le altre religioni per la storia dell’Islam è stato spesso un travaglio ma anche un grande beneficio. L’uomo ha per sua natura l’esigenza di aprirsi al mondo, scoprendo differenze e similitudini. La sfida di oggi, alla luce anche del documento firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, ad Abu Dhabi, che condanna il terrorismo e la sua violenza, è proprio quella di riconoscersi fratelli, e in quanto tali di allearsi perché determinati valori di fede possano essere garantiti liberamente e dignitosamente”. Così si è espresso Yahya Pallavicini, imam di Milano, durante l’incontro “Il tempo nell’islam e nell’ebraismo”, uno degli appuntamenti della quarta edizione del Festival delle religioni che si è concluso ieri all’Abbazia di San Miniato al Monte, a Firenze. “L’obiettivo di tutte le religioni, non solo di quelle monoteiste – ha proseguito  – dev’essere dunque quello di lavorare insieme per la pace, di rispettarsi e addirittura di proteggersi reciprocamente. Anche per difendersi da una delle nuove aggressioni della società moderna, ovvero l’indifferenza del post-materialismo e della secolarizzazione che rende tutto privo di umanità”. A margine della sua riflessione l’imam di Milano, ha infine parlato delle radici del fondamentalismo islamico: “Nasce da una lotta di potere di persone aggressive e profondamente ignoranti della natura religiosa e della sacralità della vita. E’ una lotta di quartieri di periferia sia dell’Oriente che dell’Occidente, in cui alcuni ideologi, vogliono destabilizzare il sistema, strumentalizzando la religione per legittimare una violenza che è atroce e criminale”.

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