Festival delle religioni: Bartolo (medico), “cancellare gli Sprar significa riversare i migranti per le strade e favorire la criminalità organizzata”

“L’accoglienza sta vivendo un momento di forte crisi. Perché gli ultimi governi hanno fatto dietrofront rispetto al fenomeno dell’immigrazione, facendo accordi con la Libia per bloccare gli immigranti in dei campi che a tutti gli effetti ricordano quelli di concentramento. Ciò se ha determinato un calo degli arrivi, dall’altra non ha ridotto il numero dei morti”. Ad affermarlo Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, durante l’incontro “Tempo di accogliere o no?”, l’appuntamento conclusivo della quarta edizione Festival delle religioni all’Abbazia di San Miniato al Monte, a Firenze. “L’Italia – ha proseguito – per la prima volta nella sua storia, sta costruendo delle barriere di filo spinato. Lampedusa fino a qualche tempo fa era chiamata la porta dell’Europa, oggi invece ci troviamo di fronte a un rifiuto di queste persone, che scappano da guerre, da persecuzioni”. Secondo Bartolo i migranti che si trovano regolarmente nel nostro Paese, rappresentano una risorsa, “sia perché svolgono lavori che ormai nessuno farebbe più, sia perché sono una ricchezza dal punto di vista demografico e culturale”: “Il vero problema è chi gli sfrutta, non quelle latrine in cui sono costretti a vivere. Dovremmo intervenire sulle organizzazioni criminali. Mentre il decreto sicurezza pensa a distruggere gli Sprar, senza comprendere che questo determinerebbe un riversamento di tutte queste persone nelle strade, contribuendo così a favorire la tratta di esseri umani”. Il medico di Lampedusa, ha infine concluso affermando che “questo è il tempo dell’accoglienza, di dire la verità, di tornare ai principi fondanti dell’Europa, che rimandano proprio alla solidarietà”.

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