Attentati Sri Lanka: card. Ranjith (Colombo) al Sir, “il massacro poteva essere evitato. Troppi interessi geopolitici”

Roshan Pradeep & T Sunil

“E’ un fatto gravissimo, vuol dire che il massacro poteva essere evitato”. Così il cardinale Malcom Ranjith, arcivescovo di Colombo, commenta al Sir la notizia di queste ore, secondo cui alti funzionari dell’intelligente srilankese avrebbero nascosto deliberatamente le informazioni sulla possibilità di un attacco terroristico. “Se le agenzie di sicurezza locali non fanno bene il loro dovere a chi dobbiamo rivolgerci?” si chiede. Il cardinale Ranjith sta celebrando da ieri i funerali di oltre 250 cattolici (su un totale di 359 vittime) morti durante gli attentati di Pasqua nelle due chiese cattoliche di Sant’Antonio e San Sebastiano, una chiesa protestante e tre hotel di lusso tra Negombo, Colombo e Batticaloa. Per ragioni di sicurezza è stato deciso di non fare una unica celebrazione di massa ma tanti funerali, presieduti anche dai vescovi ausiliari. “Finora abbiamo celebrato dieci funerali, saremo impegnati fino a giovedì”, dice durante gli spostamenti da una chiesa all’altra. L’arcivescovo di Colombo chiede “che siano indagati tutti i possibili fattori. E che tutti i responsabili siano arrestati e puniti secondo la legge del Paese”.  Non crede all’ipotesi che gli attentati siano legati al massacro nelle moschee di Christchurch in Nuova Zelanda: “Allora avrebbero dovuto fare una ritorsione nel Paese di provenienza di quell’attentatore. Lo Sri Lanka non c’entra niente. Secondo me sono le mosse di alcune agenzie internazionali interessate a mettere i piedi nel nostro Paese. Utilizzano questo gruppo terrorista per spaventarci e realizzare i loro obiettivi”. A suo avviso “si tratta di interessi geopolitici di certi gruppi che possono essere parte di questa mossa. Lo Sri Lanka è vicino al subcontinente indiano. E’ un Paese situato geograficamente molto bene per gli interessi geopolitici ed economici. Forse questo gruppo di terroristi fa il mestiere per conto di qualcun altro”. “Questi non sono islamici ma terroristi che sfruttano il nome dell’Islam – precisa -. Non esistono problemi tra le religioni, è una questione politica internazionale”. Chiede perciò ai suoi connazionali “di non farsi prendere in giro, di non attaccare nessuno, rendere giustizia alle vittime, mantenere l’armonia e lavorare per una pace duratura nello Sri Lanka”. E alla comunità internazionale: “Non venga a mescolarsi alle politiche nazionali ma rispetti il nostro Paese e le nostre scelte. E ci aiuti dove è necessario”.

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