Pasqua: mons. Fanelli (Melfi), “diffondere gioia costruendo relazioni di fraternità vera”

“Pasqua è il giorno più importante per la fede cristiana, che ci proietta nella gioia vera e duratura”. Lo scrive il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, mons. Ciro Fanelli, nell’editoriale del bimestrale diocesano “La Parola”. Il presule segnala “la centralità della gioia per la comunità cristiana”, che “non è affatto un optional, ma è la dimensione costitutiva del suo essere”. “La gioia del cristiano è gioia pasquale!”, esclama. Nel testo del vescovo l’accento è sul “gioire cristiano”, che “non si identifica con l’essere felici”, ma “costituisce un vero programma, il solo motore in grado di sostenere la ‘dinamica di uscita’”. “La gioia pasquale ha un contenuto, un nucleo: l’amore – continua il presule – e un terreno dove germogliare: le relazioni umane. Possiamo entrare nella dinamica Pasquale della gioia solo se amiamo ‘come Gesù ha amato’”. Quindi, il vescovo si sofferma sulla “gioia di cui parla il Vangelo”, che “non è mai una gioia egoistica e solitaria, ma è sempre un dono del Risorto che cresce in relazioni che si aprano alla fraternità”. Mons. Fanelli cita il card. Tagle e la sua espressione: “Essere ‘gente di Pasqua’ significa portare questo ‘amore pasquale’ in tutte le nostre relazioni, trasfigurandole; significa immettere nella storia il seme fecondo della fraternità e della comunione”. È così che “augurarci ‘buona Pasqua’ deve significare diffondere gioia costruendo relazioni di fraternità vera, ovunque e con chiunque. In quest’ottica augurarci ‘buona Pasqua’, significa ridare speranza a chi ci sta accanto”.

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