Messa in coena Domini: mons. Satriano (Rossano-Cariati) ai detenuti, “consapevoli dei nostri peccati, abbandoniamoci a Gesù e rinneghiamo il male”

“Vivere la Pasqua è entrare nella consapevolezza di un amore grande che non ci abbandona e che desidera costruire speranza a partire dalle nostre fragilità, dalle ferite del vivere che portiamo, dai nostri stessi peccati”. Lo ha detto stamattina nella casa circondariale dell’area urbana di Rossano mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Rossano-Cariati, dove ha compiuto il rito della lavanda dei piedi con 12 detenuti. “Gesù versa sulle nostre ferite il balsamo del suo amore, profumando i cuori di una consapevolezza nuova: la sua misericordia”, ha aggiunto. A conclusione della celebrazione “dopo essersi fatto ungere il palmo delle mani da uno dei detenuti con il profumo di nardo”, come recita una nota, “l’arcivescovo a sua volta ha segnato e unto il palmo delle mani dei fratelli reclusi”. “Nel cenacolo e sulla croce di Gesù ha effuso il profumo del dono di sé mediante l’azione dello Spirito – ha evidenziato mons. Satriano – riempiendo il mondo intero della sua presenza salvifica, del suo amore misericordioso. Mentre le mafie giudicano e condannano a morte chi tradisce e abbandona, Dio perdona e attende che la vita torni a pulsare con forza, con gioia dentro di noi”. Rivolgendosi ai detenuti, il presule li ha invitati ad avere “coraggio. Apriamo il cuore e, come il malfattore sulla croce, consapevoli dei nostri peccati e delle nostre povertà, abbandoniamoci a Lui perché ci rapisca dentro il vortice della sua misericordia rinnegando ogni forma di legame con il male”.
I detenuti hanno letto e consegnato a mons. Satriano un messaggio di ringraziamento: “Questo mistero pasquale divenga per ciascuno momento di rinascita alla speranza, vita nuova donata per spalancare anche noi le braccia verso Dio e il fratello”.

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