Messa crismale: mons. Semeraro (Albano), Gesù “ci vuole suoi imitatori e ci chiama a portare la guarigione”

“Cari fratelli presbiteri, proprio noi, che siamo feriti, siamo chiamati a portare la guarigione. Abbiamo le nostre ferite quotidiane e molte di queste sono sotto gli occhi dei fedeli” che “spesso, per carità cristiana non ci dicono nulla”. Eppure, “proprio noi che siamo feriti, siamo chiamati a guarire gli altri. Ci chiama Cristo, che si è fatto uomo per assumere su di sé le nostre infermità”. Così mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, nell’omelia della Messa crismale celebrata oggi nella basilica cattedrale. Gesù, spiega il presule, “ci vuole suoi imitatori e vuole che nelle nostre relazioni (sia quelle con i fedeli, sia quelle fra di noi) siamo sempre ministri di guarigione”. Gesù “ci ha presentato un Dio vicino, che si prende cura dell’uomo” e che, ha sottolineato Semeraro facendo sue parole di Papa Francesco, “si immischia nelle nostre miserie, si avvicina alle nostre piaghe e le guarisce con le sue mani; e per avere mani si è fatto uomo”. Dio “non ci salva soltanto mediante un decreto”, le parole del Papa, ma “ci salva con carezze, ci salva con la sua vita per noi”. “Dio – avverte Semeraro -, in tutto questo, noi possiamo imitarlo”.  E se mostrare “questo volto divino ha avuto per Gesù un costo molto alto: la sua passione e la morte di croce”, questo “egli non solo lo ha voluto, ma lo ha amato” e i segni della passione “se li è portati anche nella nuova situazione glorificata”. San Tommaso ha riconosciuto Gesù dalle ferite. “Sarebbe bello se anche noi fossimo riconosciuti dalle ferite – conclude il vescovo di Albano -: non certo quelle provocate dalle miserie umane di cui ho detto prima, ma da quelle lasciateci dalla carità pastorale” che è sempre a “caro prezzo”.

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