Messa crismale: mons. Pennisi (Monreale), “un dramma più grave di incendio di Notre Dame l’eclissi della fede cristiana in vasti settori di Francia, Europa e anche Italia”

“Oggi noi, che abbiamo il privilegio di celebrare l’Eucaristia in questa basilica d’oro, non possiamo non ricordare con tristezza il grave danno che ha subito la cattedrale di Notre Dame, la cui costruzione come il nostro duomo risale alla seconda metà del XII secolo. La presenza delle reliquie di san Luigi IX re dei francesi e il fatto che anche il nostro duomo fu oggetto di un rovinoso incendio l’11 novembre 1811 ci fanno sentire più vicini alla Chiesa di Parigi e della Francia”. Lo ha detto stamattina mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, durante la Messa crismale. “Questa catastrofe non solo ha gravemente danneggiato un edificio storico e artistico ma una Chiesa testimone della fede e della preghiera dei cattolici lungo tanti secoli – ha aggiunto il presule -. Una catastrofe ben più grave sarebbe un edificio sacro privo di fedeli, una chiesa di pietre bruciate e annerite senza le pietre vive dei cristiani; è un dramma maggiore la scomparsa o l’eclissi della fede cristiana in vasti settori della Francia, dell’Europa e anche della nostra Italia. Per questo vogliamo pregare perché la Chiesa si risvegli nelle anime soprattutto dei giovani”.
In quest’anno pastorale, “pastori e fedeli – ha ricordato, poi, l’arcivescovo – abbiamo fatto e continueremo a fare esercizi di comunione ecclesiale, di discernimento comunitario e di sinodalità sulle priorità pastorali della evangelizzazione, del Vangelo della famiglia, della pastorale dei giovani”. La sinodalità “presuppone una Chiesa di fratelli e sorelle che camminano e decidono insieme facendo ciascuno la propria parte nella comunità e per la comunità”. Una Chiesa veramente sinodale è “sinfonica, ‘poliedrica’, per usare un’espressione di Papa Francesco, perché valorizza le distinzioni, ma non ammette distanze e non tollera le inimicizie”. Allora, ha concluso, “se la sinodalità, come dimensione costitutiva della Chiesa, non diventa l’atmosfera in cui si respira la comunione trinitaria, se non è un modo abituale di relazionarsi nella Chiesa, la programmazione di qualsivoglia Sinodo è destinata a deludere se non a fallire”.

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