Messa crismale: card. Montenegro (Agrigento), “le parrocchie non diventino parcheggi per gente dal respiro corto e di fede stanca”

“Se non vogliamo cadere nella mediocrità, nell’abitudine piatta e nelle ripetizioni stanche di gesti senz’anima, è necessario puntare a ideali alti ed esaltanti. La vita delle nostre comunità non può percorrere i vecchi e consunti binari di sempre, né accontentarsi di singhiozzi di entusiasmo; farlo sarebbe solo porre toppe, acquietare la coscienza per un po’, provare brevi illusioni che vengono spente dal vecchio che riprende il sopravvento”. Lo ha detto, stamattina, il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, celebrando, in cattedrale, la Messa crismale. “Va rinnovata – l’invito – la vita delle comunità, mi riferisco a orari, iniziative, scelte… Le parrocchie non possono diventare parcheggi per gente dal respiro corto e di fede stanca”.
Il porporato ha messo in guardia da alcuni rischi: “Non possiamo continuare a fare quello che si è sempre fatto – ne va di mezzo la nostra fedeltà –, rischiamo di invischiarci sempre più in tradizioni e abitudini che vanno perdendo significato. Dà più soddisfazione, è vero, organizzare processioni anziché vivere la missione verso le famiglie e i malati. Diciamo che le feste religiose sono frequentatissime, eppure sempre meno gente conosce il Vangelo. Siamo preoccupati delle tradizioni religio-se, non sempre di qualità, ma sono numerosi i cristiani che frequentano i maghi.  Ci lasciamo prendere la mano dalle scenografie religiose, senz’altro interessanti e belle esteticamente, ma andiamo dimenticando il mistero. È vero che i giovani partono per studiare o lavorare, ma quanti restano non vengono da noi”.
Ancora, “devono preoccuparci i ragazzi che nonostante frequentino il catechismo sono in piazza con in mano la bottiglia o lo spinello; o i giovani senza futuro che si affidano ai falsi profeti di moda; o le famiglie ferite dalle sofferenze, dalle malattie, dalla mancanza di lavoro e da amori spezzati; o gli anziani violentati dall’età e dalla solitudine. Attrezziamoci di audacia, inseguiamo i sogni. Ridaremo più vitalità alla nostra Chiesa se inseguiremo il sogno di una ‘scelta missionaria e profetica’, capace cioè di interpretare il progetto di Dio e assumere il cammino dell’uomo”.

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