Scuola: Kaladich (Fidae), “bene le parole di Papa Francesco agli studenti del Visconti su inclusione, silenzio , lotta al bullismo”

“Ogni volta che parla ai ragazzi”, il Papa “evidenzia bene i bisogni e le criticità”. Lo afferma Virginia Kaladich, presidente della Federazione istituti attività educative (Fidae), commentando il messaggio rivolto da Francesco agli studenti del liceo Visconti di Roma, lo scorso 13 aprile in occasione del giubileo aloisiano. Il Pontefice, prosegue Kaladich, “ha parlato ad esempio di inclusione e ricordato ai giovani di non avere paura delle diversità”. Un tema “estremamente a cuore dei nostri istituti che cercano di aprire a tutte le fasce sociali e culturali, dando accoglienza soprattutto ai più deboli”. Altro argomento indicato dal Papa  il silenzio: “Solo nel silenzio interiore si può cogliere la voce della coscienza e distinguerla dalle voci dell’egoismo e dell’edonismo, che sono voci diverse”. Osserva Kaladich: “La nostra offerta formativa ha l’obiettivo di coltivare la propria identità, comprensiva della conoscenza di se stessi”. Francesco ha inoltre esortato i ragazzi a non essere dipendenti dal cellulare, “raccomandazione da noi pienamente condivisa”, prosegue la presidente Fidae spiegando che molti istituti della Federazione non permettono l’uso dei cellulari in classe, non per punire i ragazzi, ma per “liberarli da uno strumento che potrebbe ingabbiarli e isolarli”. Infine il papa ha parlato di bullismo, come “seme di guerra”, contro cui i ragazzi devono lottare. “È importante – chiosa Kaladich – che il Santo Padre inviti gli stessi giovani a contrapporsi al bullismo. Sono loro infatti gli attori principali di un cambiamento necessario”. Per contrastare e prevenire il bullismo, la Fidae, insieme all’ente unico nazionale di accreditamento Accredia, l’ente di normazione Uni, l’Istituto internazionale salesiano di ricerca educativa (Isre) e il Movimento italiano genitori (Moige) hanno lanciato una prassi di riferimento per le scuole, la Uni/PdR 42:2018 “Prevenzione e contrasto del bullismo”, pubblicata lo scorso 1° agosto, che individua regole che possono aiutare scuole e associazioni frequentate dai minori a prevenire il fenomeno. Fra queste la possibilità di creare all’interno dell’istituto una commissione composta da docenti, alunni e famiglie che svolga periodicamente degli “audit antibullismo” programmati o a sorpresa. “Ogni scuola che segue la prassi potrà eventualmente richiedere la certificazione, una sorta di ‘bollino blu’, erogato da un organismo accreditato da Accredia”, conclude Kaladich.

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