Papa Francesco: a leader Sud Sudan, “tutti noi forse abbiamo commesso errori”. “Proseguire il cammino della pace”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Tutti noi siamo stati chiamati alla vita di fede, siamo stati eletti da Dio, ma anche dal popolo, per servirlo fedelmente, e in questo servizio forse abbiamo commesso errori, alcuni più piccoli, altri più grandi”. Lo ha detto il Papa, nel discorso a conclusione del ritiro spirituale per i leader del Sud Sudan. “Il Signore Gesù, però, sempre perdona gli sbagli di chi si pente e sempre rinnova la sua fiducia, chiedendo a noi in particolare la totale dedizione alla causa del suo popolo”, ha proseguito Francesco, secondo il quale “lo sguardo di Gesù si posa anche adesso, qui ed ora, su ciascuno di noi. È molto importante incrociarlo con i nostri occhi interiori, domandandoci: Qual è oggi lo sguardo di Gesù su di me? A che cosa mi chiama? Che cosa il Signore mi vuole perdonare e che cosa nel mio atteggiamento chiede di cambiare? Qual è la mia missione e il compito che Dio mi affida per il bene del suo popolo?”. Il popolo, ha spiegato infatti il Papa, “è suo, non appartiene a noi, anzi, noi stessi siamo membri del popolo, solo che abbiamo una responsabilità e una missione particolare: quella di servirlo”. “Tutti noi siamo sotto lo sguardo di Gesù”, ha ribadito Francesco: “Lui ci guarda con amore, ci chiede qualcosa, ci perdona qualcosa e ci dà una missione. Lui ci mostra grande fiducia, scegliendoci per essere suoi collaboratori nella costruzione di un mondo più giusto. Siamo sicuri che il suo sguardo ci conosce a fondo, ci ama e ci trasforma, ci riconcilia e ci unisce. Il suo sguardo benevolo e misericordioso ci incoraggia a rinunciare alla strada che porta al peccato e alla morte e ci sostiene nel proseguire il cammino della pace e del bene”.

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