Notizie Sir del giorno: Papa a leader Sud Sudan, Brexit, mons. Báez via da Nicaragua, buchi neri, F-35, Def, San Francesco del Prato a Parma

Papa Francesco: a leader Sud Sudan, “la pace è il primo compito che i capi delle nazioni devono perseguire”

“La pace è il primo dono che il Signore ci ha portato ed è il primo compito che i capi delle nazioni devono perseguire: essa è la condizione fondamentale per il rispetto dei diritti di ogni uomo nonché per lo sviluppo integrale dell’intero popolo”. Lo ha detto il Papa, nel discorso pronunciato a conclusione del ritiro spirituale per i leader del Sud Sudan, conclusosi oggi a Casa Santa Marta. “Pace”, la parola chiave del discorso, a partire dalle parole pronunciate da Gesù Risorto – “Pace a voi” – indirizzate ai presenti e a tutto il popolo sud sudanese, “molto provato per le conseguenze dei conflitti”. “Che tali parole risuonino nel cenacolo di questa Casa come quelle del Maestro, in modo che tutti e ciascuno possano ricevere nuova forza per portare avanti il desiderato progresso della vostra giovane nazione e, come il fuoco della Pentecoste per la giovane comunità dei cristiani, si possa accendere una nuova luce di speranza per tutto il popolo sud sudanese”, l’auspicio di Francesco. “Che gioia se tutti i membri del popolo sud sudanese potessero elevare a una sola voce il canto che riecheggia quello angelico: ‘O Dio, noi ti preghiamo e ti glorifichiamo per la tua grazia in favore del Sud Sudan, Terra di grande abbondanza; sostienici uniti e in armonia’”, ha esclamato il Papa citando la prima strofa dell’Inno nazionale del Sud Sudan: “E come desidererei che le voci di tutta la famiglia umana potessero associarsi a questo coro celeste per proclamare gloria a Dio e promuovere la pace tra gli uomini!”. (clicca qui)

Consiglio europeo: Brexit, estensione fino al 31 ottobre. Tusk agli inglesi, “non sprecate questo tempo”

(Bruxelles) “Per favore, non perdete tempo”: è quasi un appello agli inglesi quello lanciato la notte scorsa, al termine del Consiglio europeo straordinario dedicato ancora una volta al Brexit, dal presidente Donald Tusk, nell’illustrare le conclusioni del summit. Tusk ha affermato: “Questa sera il Consiglio europeo ha deciso di concedere al Regno Unito un’estensione flessibile del periodo di cui all’articolo 50 fino al 31 ottobre. Ciò significa ulteriori 6 mesi per il Regno Unito. Durante questo periodo, la linea d’azione sarà interamente nelle mani del Regno Unito. Può ancora ratificare l’accordo di recesso, nel qual caso l’estensione verrà risolta. Può anche riconsiderare l’intera strategia Brexit. Ciò potrebbe portare a cambiamenti nella Dichiarazione politica, ma non nell’accordo di revoca”. Fino alla fine di questo periodo, il Regno Unito, ha precisato, “avrà anche la possibilità di revocare l’articolo 50 e annullare del tutto il Brexit”. Tusk ha concluso con un messaggio ai britannici: “Questa estensione è flessibile come mi aspettavo e un po’ più breve di quanto mi aspettassi, ma è ancora sufficiente per trovare la soluzione migliore possibile. Per favore, non sprecate questo tempo”. (clicca qui)

Nicaragua: mons. Báez (ausiliare Managua) trascorrerà un periodo a Roma a servizio del Papa. Conferme su un piano che voleva attentare alla sua vita

Il vescovo ausiliare di Managua, mons. José Silvio Báez, pur mantenendo il suo incarico, trascorrerà un periodo a Roma, a servizio del Papa, aderendo così a una richiesta del Santo Padre. Lo hanno comunicato ieri, in una conferenza stampa, l’arcivescovo di Managua, il cardinale Leopoldo Brenes, e lo stesso mons. Báez. Nella nota ufficiale dell’arcidiocesi si comunica che il Papa ha chiesto al vescovo ausiliare di “spostarsi a Roma per un periodo prolungato di tempo” e che la richiesta è stata comunicata nell’udienza privata avuta dal Papa con mons. Báez lo scorso 4 ottobre. L’interessato, si legge nella nota, “ha accettato con molta obbedienza e fedeltà al Papa e alla Chiesa”. Il comunicato evidenzia anche che il Papa “ha manifestato con fraternità la sua vicinanza e il suo ringraziamento” a mons. Báez “per l’opera pastorale realizzata come vescovo ausiliare di Managua e come membro della Conferenza episcopale del Nicaragua per dieci anni, insieme al cardinale Leopoldo José Brenes”. Il vescovo ausiliare, durante la conferenza stampa ha escluso che ciò possa essere avvenuto a causa di pressioni esterne al Vaticano mentre ha confermato quanto dichiarato dall’ex ambasciatrice statunitense in Nicaragua, Laura Dogu, sull’esistenza di un piano per ucciderlo. (clicca qui)

Prima foto buchi neri: Consolmagno (Specola Vaticana), “nuovi orizzonti nell’esplorazione della natura nella sua forma più estrema”

“I buchi neri effettivamente esistono come predetto dalla teoria della relatività generale di Einstein”. Il gesuita Guy Consolmagno, direttore della Specola Vaticana, commenta con il Sir la prima fotografia di un buco nero, al centro della galassia M87 con la massa di sei miliardi e mezzo quella del nostro Sole, realizzata dal consorzio “Event Horizon Telescope”. Si aprono “nuovi orizzonti nell’esplorazione della natura nella sua forma più estrema”, prosegue il direttore della Specola: “È inoltre un tributo a come persone provenienti da molte nazioni e culture possono collaborare, lavorando minuziosamente verso il raggiungimento di un obiettivo comune”. Consolmagno si congratula anche perché il presidente del Consiglio scientifico dell’Eht, Heino Falcke, è un ex studente della scuola estiva della Specola Vaticana del 1993. (clicca qui)

F-35: Vignarca (Rete disarmo), “documenti da Washington confermerebbero ulteriori spese da parte dell’Italia”

“A quasi dieci anni di distanza siamo ancora qui a discutere sull’acquisto da parte del Governo italiano degli aerei cacciabombardieri Joint Strike Fighter F-35”. Lo ha detto oggi a Roma Francesco Vignarca, della Rete italiana per il disarmo, nell’ambito della conferenza stampa di presentazione del rilancio della campagna della società civile italiana contro l’acquisto degli F-35, promossa da Rete italiana per il disarmo, Rete della pace e “Sbilanciamoci!”. “Documenti da Washington, seppur molto ‘vaghi’ – ha spiegato Vignarca -, dimostrerebbero che l’attuale esecutivo potrebbe aver deciso di confermare ulteriori spese nel contestato programma di armamento. Sono infatti almeno sei i contratti sottoscritti dal Jpo (l’ufficio a Washington che coordina il programma Joint Strike Fighter), a partire da giugno 2018 e che coinvolgono anche non meglio individuati ‘partner internazionali’ (come è l’Italia, che non è un semplice cliente del progetto ma ha preso parte fin dal 1996 anche alle fasi di sviluppo). Una spesa che complessivamente ammonterebbe a circa dieci miliardi di euro, che si andrebbero a sommare ai 4,5 miliardi già spesi negli scorsi anni”. (clicca qui)

Def: Acli, “tante promesse e poche certezze”. “Flat tax rischia di aiutare unicamente chi ha un reddito molto alto”

“Il Def appena licenziato dal Governo non prevede risorse tali che possano rilanciare l’economia del Paese ma solo l’amara constatazione che la crescita è vicina allo zero”. Lo affermano le Acli in una nota nella quale rilevano che “anche la flat tax per le classi medie è ora solo una promessa elettorale di improbabile realizzazione anche per i fondati dubbi di costituzionalità”. “Non dobbiamo dimenticare che nella Costituzione italiana infatti, sono delineati in maniera chiara i principi della capacità contributiva e della progressività dell’imposta”, proseguono le Acli, osservando che “già oggi il calcolo Irpef prevede due scaglioni, uno da 7.500 euro circa sotto il quale c’è una ‘no tax area’ e un dai 75.000 euro in su, oltre i quali l’aliquota rimane fissa al 43%”. Nella nota le Acli ricordano che l’“accentuata progressività dell’imposta” prevista fin dal 1974 “negli anni si è mano a mano attenuata. Quindi, qualsiasi provvedimento di ulteriore riduzione degli scaglioni, così come promesso nel Def, oggi rischia di aiutare unicamente coloro che hanno un reddito molto alto”. Preoccupazione viene espresse anche riguardo alle clausole di salvaguardia dell’Iva che “molto probabilmente, torneranno di attualità subito dopo le elezioni europee del 26 maggio prossimo”. (clicca qui)

Diocesi: Parma, recupero chiesa San Francesco del Prato. Mons. Solmi, “così si coglie lo spirito del santo di Assisi”

(da Parma) “Essere qui per restituire un’opera incredibilmente bella ma anche per coglierne lo spirito che l’ha voluta, lo spirito di San Francesco che mette le persone davanti alle cose e l’impegno per la fraternità e la pace”. Lo ha detto mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma, alla conferenza di presentazione della campagna “Liberiamo San Francesco del Prato” per raccogliere fondi a favore del restauro della chiesa e la riconsegna ai Frati Minori Conventuali. “È una chiesa di sublime umiltà. Ogni volta che si entra, lo stupore non viene meno, anche ora che le arcate sono fasciate dalle impalcature – ha continuato il vescovo -. Siamo dentro una chiesa edificata per dare forma allo spirito di san Francesco. Qui assistiamo a quel dialogo tra spirito, carisma, istituzioni, edificio, che è una sollecitazione per i nostri tempi, ci rafforza nel nostro sentirsi città. Questo luogo è sanamente e apertamente identitario e di rilevante importanza per l’oggi. È un segno di questa nostra città che vuole avere nelle radici della sua cultura qualcosa che la contraddistingua”. San Francesco del Prato fu voluta 800 anni fa dai parmigiani, “l’auspicio è che i parmigiani vogliano ancora i frati”, ha detto inoltre mons. Solmi. (clicca qui)

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