Libia: Terre des Hommes, intervento d’emergenza per fornire cibo e kit igienici a bambini rifugiati, migranti e sfollati

Già presente in Libia con un progetto per il miglioramento dell’assistenza umanitaria e delle condizioni igieniche di alcuni centri per migranti e rifugiati, Terre des Hommes ha deciso di fornire alimenti d’emergenza e beni di prima necessità a oltre 270 famiglie libiche sfollate, tra cui 420 bambini, nella regione industriale di Alfallah, Tripoli, e a oltre 1.300 rifugiati e migranti, tra cui 200 bambini e 25 donne in gravidanza o che allattano, provenienti da Sudan, Nigeria, Somalia, Eritrea ed Etiopia nei centri di detenzione di Qasr bin Ghasheer e Tajoura, sempre a Tripoli. Ne dà notizia la stessa organizzazione umanitaria in una nota nella quale “esprime grande preoccupazione per le sorti della popolazione civile libica e per le migliaia di migranti presenti nei centri di detenzione che, a causa dell’intensificarsi del conflitto interno, non hanno accesso ai beni essenziali”.
“La situazione è molto critica”, dichiara Bruno Neri, responsabile dei progetti di Terre des Hommes in Libia. “Le fasce più vulnerabili della popolazione, come sfollati, rifugiati e migranti, stanno patendo le conseguenze più drammatiche del conflitto e la loro vita è in costante pericolo”.
Per il deterioramento delle condizioni di sicurezza è a rischio evacuazione il campo di Qasr bin Ghasheer, che ospita circa 600 migranti; potrebbero essere trasferiti al centro di detenzione di Tajoura, che ospita principalmente rifugiati sub-sahariani e migranti dal Sudan. Attualmente tra i 700 individui ospitati sono presenti anche 22 di minori, 10 dei quali da 0 a 3 anni, e 8 donne in gravidanza o che allattano. L’intervento di Terre des Hommes interesserà anche i campi 1 e 2 di Alfallah per sfollati interni, che attualmente danno rifugio a oltre 1.300 civili. Inoltre l’Ong, insieme a Mediterranean Hope – Programma rifugiati e migranti della Federazione Chiese evangeliche in Italia (Fcei), ha avviato un intervento d’assistenza dal punto di vista medico e sanitario per bambini libici con gravi patologie, appartenenti alle fasce di popolazione più vulnerabili, in strutture specializzate in Libia e Tunisia o in Italia. Il progetto è finanziato dall’Agenzia italiana di cooperazione allo sviluppo.

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