Aggiornamenti sociali: la manifestazione studentesca per il clima al centro dell’editoriale del numero di aprile

La manifestazione studentesca per il clima svoltasi in molti Paesi il 15 marzo e ispirata dalla sedicenne Greta Thunberg è al centro dell’editoriale del numero di aprile di Aggiornamenti sociali. “Registriamo – scrive l’équipe di gesuiti e laici che compongono la redazione – una distanza che vede contrapposte le varie generazioni: l’appartenenza generazionale diventa il punto di vista a partire dal quale valutare la situazione, individuare possibili soluzioni e definire priorità di azione, e diventa così la base di una frattura sociale”. A differenza di quanto avvenuto durante il Sessantotto e negli anni della contestazione, “vi è il rischio di una sorta di indifferenza o disinteresse tra le generazioni, che si ripiegano su se stesse senza affrontare la fatica di un confronto vero”. Tensioni generazionali si registrano in vari campi, non solo in quello dell’ambiente, e toccano tutte le dimensioni della sostenibilità. È il caso del sistema formazione-lavoro-previdenza, almeno nei Paesi del Nord del mondo. “Se si considera l’attuale assetto – afferma a questo proposito l’editoriale – emerge con una certa immediatezza la contrapposizione tra gli interessi, gli obiettivi e le prospettive di quanti si stanno oggi affacciando al mercato del lavoro, di coloro che vi sono già inseriti e, infine, di chi ha concluso la propria parabola professionale e beneficia di un regime pensionistico”. Un altro esempio, che tocca molto da vicino il nostro Paese, è quello del debito pubblico: “Bisogna essere consapevoli che ricorrere al debito pubblico significa prendere a prestito dal futuro collettivo. (…) L’uso che si fa delle risorse prese a prestito non può essere escluso dalle valutazioni di giustizia intergenerazionale”. Emerge dunque con chiarezza, sottolinea Aggiornamenti sociali, che “i rapporti tra le generazioni sono innanzi tutto una questione etica”, il che “non significa ridurla a un lusso per filosofi o a una preoccupazione, magari un po’ salottiera, per inguaribili buonisti. L’etica riguarda il riconoscimento che la vita di ciascuno non è possibile al di fuori di una trama di relazioni”.

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