Papa Francesco: udienza, “nessuno di noi brilla di luce propria”. “Proviamo ad ascoltare la storia di qualche persona che ha sbagliato”

foto SIR/Marco Calvarese

“Nessuno di noi brilla di luce propria. Possiamo amare, ma con la grazia di Dio”. Con queste parole il Papa, durante l’udienza di oggi, ha spiegato che “siamo debitori”, come recitiamo nella seconda parte del Padre Nostro. “Siamo debitori perché, anche se riusciamo ad amare, nessuno di noi è capace di farlo con le sue sole forze”, ha osservato Francesco: “C’è quello che i teologi antichi chiamavano un ‘mysterium lunae’ non solo nell’identità della Chiesa, ma anche nella storia di ciascuno di noi”. “Cosa significa?”, ha proseguito a braccio il Papa rivolgendosi ai 14mila fedeli presenti oggi in piazza, nonostante la pioggia: “Come la luna, che non ha luce propria, riflette la luce del sole, anche noi non abbiamo una luce propria”, ha commentato ancora fuori testo Francesco: “La luce che abbiamo è un riflesso della grazia di Dio, della luce di Dio”. “Se ami è perché qualcuno, all’esterno di te, ti ha sorriso quando eri un bambino, insegnandoti a rispondere con un sorriso”, ha raccontato il Papa: “Se ami è perché qualcuno accanto a te ti ha risvegliato all’amore, facendoti comprendere come in esso risiede il senso dell’esistenza”. “Proviamo ad ascoltare la storia di qualche persona che ha sbagliato: un carcerato, un condannato, un drogato”, il suggerimento di Francesco: “Conosciamo tanta gente che sbaglia nella vita. Fatta salva la responsabilità, che è sempre personale, ti domandi qualche volta chi debba essere incolpato dei suoi sbagli, se solo la sua coscienza, o la storia di odio e di abbandono che qualcuno si porta dietro”. “Questo è il mistero della luna”, ha spiegato il Papa: “Amiamo anzitutto perché siamo stati amati, perdoniamo perché siamo stati perdonati. E se qualcuno non è stato illuminato dalla luce del sole, diventa gelido come il terreno d’inverno”. “Come non riconoscere, nella catena d’amore che ci precede, anche la presenza provvidente dell’amore di Dio?”, ha concluso Francesco: “Nessuno di noi ama Dio quanto Lui ha amato noi. Basta mettersi davanti a un crocifisso per cogliere la sproporzione: Egli ci ha amato e sempre ci ama per primo. Preghiamo dunque: Signore, anche il più santo in mezzo a noi non cessa di essere tuo debitore. O Padre, abbi pietà di tutti noi!”.

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