Padre Hamel: card. Becciu al Sir sui tempi della beatificazione, “daremo una priorità. È desiderio del Santo Padre che si faccia quanto prima”

foto SIR/Marco Calvarese

“È difficile dare un tempo perché il tempo dello studio non lo possiamo calcolare fin da adesso. Si spera quanto prima perché daremo una priorità, dal momento che è desiderio del Santo Padre che si faccia quanto prima. Però ha bisogno del suo tempo”. Con queste parole il cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, ha accolto questa mattina le due copie degli atti dell’inchiesta diocesana per la beatificazione di padre Jacques Hamel. È il sacerdote anziano di 86 anni che fu sgozzato nell’estate del 2016 da due giovani terroristi, Adel Kermiche e Abdel Malik Petitjean, mentre celebrava la messa a Saint-Etienne-du-Rouvray. A portare tutta la documentazione dell’inchiesta diocesana alla Congregazione è stato l’arcivescovo di Rouen, Dominique Lebrun, accompagnato da un folto numero di giovani della diocesi, che nei giorni scorsi sono stati in pellegrinaggio ad Assisi.

L’inchiesta diocesana è stata aperta il 20 maggio 2017. Ha comportato 66 udienze, tra cui quelle dei cinque testimoni (tre religiose e una coppia di parrocchiani) presenti alla messa durante la quale il sacerdote è stato ucciso. In una Messa celebrata a Casa Santa Marta, fu Papa Francesco a dire: “È un martire! E i martiri sono beati”. L’apertura della causa di beatificazione ha avuto dunque un rapido via libera sia da parte della Congregazione delle cause dei santi sia dallo stesso Pontefice e tale circostanza ha permesso di derogare alla regola canonica che impone un tempo di almeno cinque anni prima di aprire l’iter. Terminata l’inchiesta diocesana, tutta la documentazione sarà esaminata dalla Congregazione delle cause dei santi e al termine del percorso arriverà a Papa Francesco. Padre Hamel, spiega al Sir il cardinale Becciu, “è stato preso in parola. Ha dato la vita a Gesù Cristo. Siamo tutti chiamati a dare la vita per Gesù Cristo, lui è stato preso in parola e ha subito la morte martiriale. Ha quindi donato totalmente se stesso a Dio, ha pagato il suo prezzo di fedeltà e rimane un esempio per noi chiamati tutti giorni a rimanere fedeli alla nostra vocazione al Vangelo, a Dio, alla Chiesa”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia