Notizie Sir del giorno: Brexit, padre Hamel, ritiro spirituale Sud Sudan, pena di morte, atelier “Rafedin”, elezioni europee, povertà educativa

Brexit: Consiglio europeo, i leader Ue chiamati a stabilire la nuova data per il recesso del Regno Unito

(Bruxelles) Un Consiglio europeo di poche ore, ma carico di tensioni e di interrogativi, quello in corso nel Palazzo dell’Europa, che dal pomeriggio ospita a Bruxelles i 28 capi di Stato e di governo per l’ennesimo meeting straordinario sul Brexit. Dopo il breve scambio di vedute con il presidente del Parlamento europeo (la posizione dell’Assemblea esclude il “no deal” e anche la revisione dell’accordo, è favorevole a una estensione dei termini del recesso, indica però la necessaria partecipazione al voto per il rinnovo dell’emiciclo in caso di estensione di medio-lungo periodo), l’incontro con la premier britannica Theresa May. A seguire cena di lavoro (senza la May) per preparare la risposta alle richieste provenienti da Londra. Infine, presumibilmente a tarda sera o in nottata, conferenza stampa del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e della Commissione Jean-Claude Juncker per rendere note le decisioni assunte. La richiesta proveniente dalla May è chiara: spostare ancora una volta la data di uscita del Regno Unito dall’Ue fino al 30 giugno (le date precedentemente indicate erano state: 29 marzo, poi 12 aprile e infine 22 maggio, vigilia delle elezioni dell’Europarlamento). Le incognite si concentrano proprio sulla data, dando per scontato che i 27 accetteranno la richiesta di proroga, viste le laceranti divisioni interne al governo inglese e alla Camera dei Comuni. (clicca qui)

Padre Hamel: card. Becciu al Sir sui tempi della beatificazione, “daremo una priorità. È desiderio del Santo Padre che si faccia quanto prima”

“È difficile dare un tempo perché il tempo dello studio non lo possiamo calcolare fin da adesso. Si spera quanto prima perché daremo una priorità, dal momento che è desiderio del Santo Padre che si faccia quanto prima. Però ha bisogno del suo tempo”. Con queste parole il cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, ha accolto questa mattina le due copie degli atti dell’inchiesta diocesana per la beatificazione di padre Jacques Hamel. È il sacerdote anziano di 86 anni che fu sgozzato nell’estate del 2016 da due giovani terroristi, Adel Kermiche e Abdel Malik Petitjean, mentre celebrava la messa a Saint-Etienne-du-Rouvray. A portare tutta la documentazione dell’inchiesta diocesana alla Congregazione è stato l’arcivescovo di Rouen, Dominique Lebrun, accompagnato da un folto numero di giovani della diocesi, che nei giorni scorsi sono stati in pellegrinaggio ad Assisi. L’inchiesta diocesana è stata aperta il 20 maggio 2017. In una messa celebrata a Casa Santa Marta, fu Papa Francesco a dire: “È un martire! E i martiri sono beati”. L’apertura della causa di beatificazione ha avuto dunque un rapido via libera sia da parte della Congregazione delle cause dei santi sia dallo stesso Pontefice e tale circostanza ha permesso di derogare alla regola canonica che impone un tempo di almeno cinque anni prima di aprire l’iter. (clicca qui)

Sud Sudan: Gisotti, “quello che comincia oggi è un ritiro spirituale a tutti gli effetti”

“Quello che inizia oggi pomeriggio è un ritiro spirituale a tutti gli effetti”. A confermarlo, durante il briefing di oggi sul C6, è stato il direttore “ad interim” della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, interpellato dai giornalisti sull’iniziativa proposta dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, e accolta dal Papa per il Sud Sudan.”Ci saranno momenti di preghiera, di meditazione, di silenzio”, ha specificato Gisotti, definendo il ritiro “di carattere ecumenico” e ricordando che “l’unico momento pubblico sarà il discorso del Santo Padre”, domani pomeriggio. “C’è gioia e soddisfazione per il fatto che Casa Santa Marta si dimostri, ancora una volta, casa di pace e di riconciliazione”, ha dichiarato il portavoce vaticano ricordando l’abbraccio, nello stesso luogo, tra Shimon Perez e Abu Mazen, nel giugno del 2014. “Santa Marta si conferma uno spazio di pace, di riconciliazione e di incontro ecumenico e diplomatico”, ha concluso Gisotti. (clicca qui)

Pena di morte: Amnesty, “esecuzioni in calo del 31% nel mondo. La Cina rimane al primo posto, poi Iran e Arabia Saudita”

Sono diminuite di un terzo le esecuzioni capitali nel mondo, il numero più basso in almeno un decennio: sono state 690 nel 2018, il 31% in meno rispetto alle 993 dell’anno precedente. È la buona notizia che emerge dal rapporto globale sulla pena di morte diffuso oggi da Amnesty International. Complessivamente i dati del 2018 mostrano che la pena di morte è stabilmente in declino e che in varie parti del mondo vengono prese iniziative per porre fine a questa punizione crudele e inumana. Ad esempio, a giugno il Burkina Faso ha adottato un nuovo codice penale abolizionista. Rispettivamente a febbraio e a luglio, Gambia e Malaysia hanno annunciato una moratoria ufficiale sulle esecuzioni. Negli Usa, a ottobre, la legge sulla pena di morte dello stato di Washington è stata dichiarata incostituzionale. A dicembre, nel corso dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, 121 Stati (un numero senza precedenti) hanno votato a favore di una moratoria globale sulla pena di morte, cui si sono opposti solo 35 Stati. I primi cinque Stati per numero di esecuzioni sono la Cina (migliaia), l’Iran (almeno 253), l’Arabia Saudita (149), il Vietnam (85) e l’Iraq (almeno 52). (clicca qui)

Mattarella in Giordania: la figlia Laura in visita a “Rafedin”, atelier di moda di rifugiate irachene sostenuto dall’8×1000

Visita di Laura Mattarella, figlia del presidente della Repubblica italiana, questa mattina all’atelier di moda “Rafedin” di Amman, dove lavorano 20 giovani rifugiate irachene, molte fuggite da Mosul dopo l’arrivo dei miliziani dello Stato islamico, nel 2014. Una vera e propria sartoria nata più di tre anni fa, con i fondi dell’8×1000 della Cei, per iniziativa di don Mario Cornioli, sacerdote del Patriarcato latino di Gerusalemme, con il supporto iniziale di diversi volontari italiani. Si sviluppa così la griffe, “Rafedin”, ovvero “i due fiumi”, termine usato comunemente per indicare il Tigri e l’Eufrate, i due corsi d’acqua dell’Iraq. Oggi sui capi della sartoria campeggia in bella vista la targhetta “Made by Iraqi girls” dove risaltano i colori dell’Iraq. La visita si è svolta nell’ambito del viaggio in Giordania del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “È stato un momento emozionante – ha raccontato al Sir don Cornioli –. Il momento più suggestivo e commovente è stata la recita comunitaria del Padre Nostro. Le ragazze irachene lo hanno recitato in aramaico, la lingua di Gesù”. “Laura Mattarella – rivela abuna Mario, così lo chiamano tutti ad Amman – è rimasta colpita dalla bellezza dei lavori sartoriali e dalla missione che la Chiesa sta facendo nel campo dell’accoglienza per ridare dignità e futuro a queste ragazze”. (clicca qui)

Elezioni europee: i “Syclau” in bicicletta per vivere e raccontare “l’Europa e i suoi valori”. Partito da Roma tour continentale

Si sono ribattezzati “I Syclau”, Claude e Sylvie Khun, una coppia di ciclisti e podisti amatori, che dal 2017 vanno in giro per “promuovere l’Europa e i suoi valori”. Ieri, 9 aprile, sono partiti da Roma per una nuova avventura che li porterà con le loro bici alla volta di Stoccolma passando per Atene, Sofia, Bucarest, Budapest, Varsavia, Vilnius, Riga, Tallinn e Helsinki. Nei loro viaggi, che raccontano sul blog “les voyages des Syclau”, l’obiettivo è “testimoniare i valori fondamentali dell’Europa, primo fra tutti la pace” e in questo momento particolare, spingere coloro che incontreranno nel periplo, a votare all’appuntamento elettorale europeo di maggio. Prima di partire hanno incontrato Valeria Fiore, responsabile dell’Ufficio del Parlamento europeo a Roma, a cui hanno dichiarato: “Per noi, l’Unione europea è il garante della pace, delle libertà, della democrazia e della fraternità tra i popoli. Vogliamo cosi incoraggiare ogni cittadino europeo a votare perché l’Unione europea viva”. Nei prossimi giorni i due eurociclisti faranno tappa a Fiuggi, Cassino, Benevento, Sant’Agata di Puglia, Matera e saranno a Brindisi il 20 aprile; quindi partiranno per Atene. (clicca qui)

Povertà educativa: il 12% dei minori in povertà assoluta. Più povere le famiglie con minore scolarizzazione

Sono i minori i più colpiti dalla povertà assoluta. Nel 2005 era assolutamente povero il 3,9% dei minori di 18 anni, un decennio dopo la percentuale di bambini e adolescenti in povertà è triplicata, e attualmente supera il 12%. È quanto emerge dal secondo Rapporto nazionale sulla povertà educativa minorile in Italia, “Scuole e asili per ricucire il Paese”, realizzato dall’Osservatorio povertà educativa #conibambini e presentato oggi a Roma, presso il Centro Congressi Università La Sapienza dall’impresa sociale Con i Bambini e da Openpolis. “Questa crescita – si legge nel report – ha allargato il divario tra le generazioni. Nell’Italia di oggi più una persona è giovane, più è probabile che si trovi in povertà assoluta. L’Italia ha quindi un enorme problema con la povertà minorile e giovanile da affrontare”. Il rapporto rivela inoltre che “le famiglie più povere sono quelle con minore scolarizzazione. L’incidenza della povertà assoluta è infatti più che doppia nei nuclei familiari dove la persona di riferimento non ha il diploma”. (clicca qui)

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