Migranti e rom: p. Zanotelli davanti a Montecitorio per “il digiuno di giustizia”, “non possiamo accettare”

Un appello ai cattolici con le parole di Papa Francesco a Lampedusa: “Avete mai pianto per la morte di un bambino? È questo il cuore del cristianesimo: sentire la sofferenza dell’altro. Saremo giudicati alla fine se abbiamo ospitato lo straniero, se abbiamo dato da mangiare all’affamato”. A parlare al Sir è padre Alex Zanotelli, il missionario comboniano che vive nella periferia di Napoli. Oggi, primo mercoledì del mese, è in piazza a Montecitorio a manifestare con altri cittadini per il suo “digiuno di giustizia” per i migranti. Padre Zanotelli protesta contro il decreto sicurezza e immigrazione, la chiusura dei porti e la criminalizzazione delle Ong e tutte le politiche repressive del governo nei confronti dei migranti.  Una sua petizione on line contro quello che definisce il “decreto (in) sicurezza” ha già raccolto 65mila firme.

“I cattolici – prosegue – dovrebbero essere colpiti dalla sofferenza dell’altro e dare una mano: ciò che il nostro governo oggi non sta facendo. Anzi, aiutare una persona migrante diventa oramai un crimine. Non possiamo accettarlo”. A proposito dei recenti fatti di Torre Maura afferma: “Ho molta paura, stiamo lavorando tanto con i rom a Napoli, è una tragedia infinita, è il popolo che ha più sofferto e adesso è sotto minaccia. Ho molta paura che questo razzismo crescente faccia come prime vittime proprio i rom. Ricordiamoci che anche mezzo milione di rom  sono stati sterminati nei campi di concentramento. Non arriviamo a questo!”

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