Mattarella in Giordania: la figlia Laura in visita a “Rafedin”, atelier di moda di rifugiate irachene sostenuto dall’8×1000

Amman, Laura Mattarella all'atelier "Rafedin"

Visita di Laura Mattarella, figlia del presidente della Repubblica italiana, questa mattina all’atelier di moda “Rafedin” di Amman, dove lavorano 20 giovani rifugiate irachene, molte fuggite da Mosul dopo l’arrivo dei miliziani dello Stato islamico, nel 2014. Una vera e propria sartoria nata più di tre anni fa, con i fondi dell’8×1000 della Cei, per iniziativa di don Mario Cornioli, sacerdote del Patriarcato latino di Gerusalemme, con il supporto iniziale di diversi volontari italiani. Si sviluppa così la griffe, “Rafedin”, ovvero “i due fiumi”, termine usato comunemente per indicare il Tigri e l’Eufrate, i due corsi d’acqua dell’Iraq. Oggi sui capi della sartoria campeggia in bella vista la targhetta “Made by Iraqi girls” dove risaltano i colori dell’Iraq. La visita si è svolta nell’ambito del viaggio in Giordania del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“È stato un momento emozionante – racconta al Sir don Cornioli –. Le ragazze hanno parlato con la figlia del Presidente, le hanno raccontato le loro storie e presentato la nuova collezione, realizzata nello stile Rafedin, con fogge, colori e tessuti della tradizione mediorientale. Il momento più suggestivo e commovente – aggiunge abuna Mario, così lo chiamano tutti ad Amman – è stata la recita comunitaria del Padre Nostro. Le ragazze irachene lo hanno recitato in aramaico, la lingua di Gesù”. “Laura Mattarella – rivela il sacerdote – è rimasta colpita dalla bellezza dei lavori sartoriali e dalla missione che la Chiesa sta facendo nel campo dell’accoglienza per ridare dignità e futuro a queste ragazze”. La visita si è chiusa con le giovani sarte irachene che hanno fatto dono a Laura Mattarella di uno scialle ricamato e al padre di una cravatta, anche questa realizzata a mano. La first lady italiana si è poi recata nella vicina pizzeria e ristorante, “Mar Yousef’s pizza”, che occupa 18 giovani rifugiati iracheni. In questi giorni il ristorante ospita il festival del cibo italiano (Italian food festival). “Per l’occasione – spiega abuna Mario – sono venuti appositamente dall’Italia due chef, Emanuele Ascani e Loretta D’Aprile, dell’alberghiero di Città di Castello con 8 giovani dell’ultimo anno di corso di cucina. Stanno insegnando a cucinare ai nostri rifugiati. Anche qui Laura Mattarella ha incontrato i giovani e ascoltato le loro storie”.

“Stiamo vivendo una bellissima esperienza – dichiara al Sir Mattia Fabbri, uno dei giovani aspiranti chef -. Oggi abbiamo incontrato Laura Mattarella e le abbiamo raccontato di questo progetto organizzato con il nostro istituto alberghiero. Per noi si sta rivelando una esperienza unica nella quale veniamo ripagati con sorrisi, abbracci e anche qualche lacrima da parte dei nostri amici iracheni. Questo non ha prezzo. Sarebbe bello tornare di nuovo alla fine della scuola. Esperienza fantastica”.

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