Consacrati: don Villanueva (salesiani), “il futuro si gioca nella comunità”

“Il futuro della vita consacrata si gioca nella comunità: lì è la vera profezia”. Lo ha sottolineato don Pascual Chávez Villanueva, già rettore maggiore dei Salesiani, per il quale è fondamentale “passare dal vivere insieme alla comunità di vita”. Intervenendo alla prima giornata di lavori dell’Assemblea nazionale dell’Unione superiore maggiori d’Italia (Usmi) che fino a venerdì riunisce a Roma 320 consacrate, il religioso ha affermato che “oggi più che in passato è necessaria una vita consacrata che sia carismatica e profetica”. Per questo, ha detto, occorrono “un ascolto empatico dei giovani, un’immensa simpatia, un’accoglienza incondizionata, una cordialità vera, un’apertura d’animo, la rinuncia a qualsiasi tipo di dogmatismo, una chiara scelta per l’uomo sofferente, un atteggiamento misericordioso, la capacità di essere portatori di gioia”. Secondo don Chávez Villanueva, “l’unica campagna vocazionale che voglia essere visibile e feconda è la vita bella, buona e felice dei consacrati”. “Non è questione di pubblicità o di aggiornamento del sito della congregazione”, ha chiarito il salesiano che ha evidenziato l’esigenza di “non confondere il servizio che si offre con la missione” e di “far vedere, dinanzi all’ateismo pratico, che Dio è l’unico assoluto”. Un messaggio per il mondo “in cui prevale l’individualismo” e  per i giovani che, ha osservato, “che sono sempre più soli e hanno paura di essere tagliati fuori”.  

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