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Venezuela: Maracaibo con i continui blackout è la città simbolo della sofferenza del popolo. Mons. Azuaje al Sir, “è una vera tragedia”

“È una vera tragedia, viviamo realmente in una situazione di calamità”. Lo dice al Sir l’arcivescovo, mons. José Luis Azuaje, che è anche presidente della Conferenza episcopale venezuelana e della Caritas latinoamericana. Proprio in questa veste, è in questi giorni in Austria, a un convegno internazionale, ma fino a pochi giorni fa ha condiviso con la sua popolazione l’attuale inferno. Interpellato appunto sulla situazione che sta vivendo Maracaibo, il secondo centro del Paese, la città che più di ogni altra sta soffrendo per i blackout che hanno flagellato il Venezuela durante il mese di marzo, l’arcivescovo afferma: “Che Maracaibo, primo centro petrolifero del Paese, sia la città che soffre maggiormente per la crisi energetica non è una novità, dipende soprattutto dalla mancanza di manutenzione della linea elettrica. I primi cinque giorni consecutivi di blackout hanno provocato la mancanza d’acqua, il deterioramento degli alimenti deperibili, il mancato funzionamento del trasporto pubblico per la mancanza di benzina e varie vittime negli ospedali, poiché gli impianti elettrici ausiliari non hanno funzionato. Un fatto che ha suscitato molta preoccupazione è stato il saccheggio sistematico nei negozi di tutto ciò che veniva esposto, da parte di gruppi di persone che, dimenticandosi dei loro doveri dei cittadini, hanno rotto le porte e le vetrine, per portare via tutto quello che era possibile. Così, i piccoli commercianti, che con fatica erano riusciti ad aprire la loro piccola attività, stanno andando in rovina. L’irrazionalità ha avuto la meglio sull’etica e sul rispetto delle regole”.
Ma il problema maggiore “è stato quello di una popolazione che per tanti giorni è stata senza cibo e acqua, con bambini e anziani che soffrivano la fame, e che ha deciso di irrompere violentemente nei negozi. Nei giorni seguenti, però, non si trovava nulla da comprare. Dopo questa esperienza traumatica, la luce andava e veniva in modo irregolare, fino a questo secondo blackout, a causa del quale la città si è paralizzata e in particolare le istituzioni e le attività produttive”.

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