Sanità: Geddes (medico), “stop a sprechi, migliorare salute con prevenzione”. Serve “discussione pubblica sui principi”

Rendere sostenibile la spesa pubblica sanitaria. È possibile? Questo l’interrogativo posto a Marco Geddes, medico di sanità pubblica ed epidemiologo, intervenuto oggi a Roma al seminario promosso dalla Caritas diocesana sul tema “La salute sostenibile. Perché dobbiamo ‘permetterci’ un servizio sanitario equo ed efficace”. Secondo Geddes sono necessari due interventi: “Ridurre costi e bisogni”. In che modo? Anzitutto “agendo su sprechi e sottoutilizzo e introducendo un sistema di controlli del costo dei farmaci”. “L’aumento del costo dei farmaci oncologici – osserva – è un esempio di tossicità finanziaria, mentre l’uso degli antibiotici è eccessivo”. Per il medico, inoltre, la revisione del prontuario (che risale al 2005) produrrebbe un risparmio di 2 miliardi. Ma occorre soprattutto migliorare lo stato di salute dei cittadini con interventi di prevenzione improntati a tre criteri: efficienza, efficacia, equità. “Lo screening organizzato funzionante – assicura – riduce le disuguaglianze di accesso ed è un valido esempio di buona politica sanitaria pubblica”. Occorre inoltre “intervenire sui determinanti di salute. Ad esempio con politiche fiscali (tasse) su fumo, alcol, zuccheri, sale, grassi; offrendo opportunità e incentivi all’attività fisica (percorsi sicuri, aree verdi) per ridurre il rischio di infarti, ictus, diabete, tumore della mammella e del colon; infine riducendo l’inquinamento”. Il Ssn è sostenibile? “Dipende da noi – conclude Geddes –. Occorre una discussione pubblica sui principi e sulle idee sui quali vogliamo fondare una comunità”.

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