Sanità: don Ambarus (Caritas Roma), “carità non è elemosina ma giustizia. Si à sussidierietà. No a supplenza”

“La carità non è elemosina, ma giustizia” e “la sussidierietà va bene, la supplenza no”. Lo sostiene don Benoni Ambarus, direttore Caritas Roma, nel saluto al seminario “La salute sostenibile. Perché dobbiamo ‘permetterci’ un servizio sanitario equo ed efficace” promosso oggi nella capitale da Caritas Roma in collaborazione con la Fondazione Idente di studi e ricerche e il Rielo Istitute for Integral Development nell’ambito della settima edizione del Master in “Salute globale e migrazioni”. “Oggi viviamo in epoca di diminuzione di diritti”, esordisce don Ambarus chiarendo che “la carità non è elemosina ma è dignità e giustizia per gli ultimi”. Il seminario si svolge a Villa Glori che il sacerdote definisce “spazio di profezia” ricordando che proprio qui 30 anni fa don Luigi Di Liegro fondò la fondazione qui la prima casa per malati di aids: “persone che andavano riconosciute nella loro umanità e sostenute”. “In questo periodo di diminuzione dei diritti in cui si tende a dare loro le briciole – il monito di don Ambarus –, dobbiamo fare una specie di resistenza o disobbedienza civile per risvegliare la coscienza critica”. Oggi, prosegue, “la politica confonde sussidiarietà con supplenza. Le strutture Caritas sono sussidiarie allo Stato, non supplenti. La sussidiarietà va bene – chiarisce –, la supplenza no. Vogliamo vivere la sussidiarietà nel curare gli ultimi ma vogliamo che lo Stato rimanga il protagonista primario”.

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