Ocse: in Italia “riforme pluriennali per favorire una crescita più solida e inclusiva”

“L’economia italiana presenta grandi punti di forza. Le esportazioni, i consumi privati, i flussi di investimenti e il dinamismo del settore manifatturiero hanno favorito la crescita di questi ultimi anni, mentre le riforme del mercato del lavoro hanno contribuito a un aumento del tasso di occupazione di 3 punti percentuali dal 2015 a oggi. Il Paese, però, continua ad affrontare significativi problemi in campo economico e sociale. Per risolverli è necessario adottare una serie di riforme pluriennali per favorire una crescita più solida e inclusiva e ripristinare la fiducia nella capacità di riforma”. Lo ha affermato Angel Gurrìa, segretario generale dell’Ocse (l’organizzazione dei Paesi più sviluppati), durante la presentazione del Rapporto economico sull’Italia. Il Rapporto dell’Ocse stima una diminuzione del Prodotto interno lordo italiano pari allo 0,2% nell’anno in corso e un aumento dello 0,5% nel 2020. Per favorire una crescita dell’occupazione e della produttività più robusta, migliorare il benessere e far scendere il rapporto debito/Pil, l’Ocse incoraggia dunque il varo di una serie di riforme di vasta portata. Secondo le simulazioni dell’organismo, entro il 2030 la crescita annua del Pil dovrebbe passare dallo 0,6% con le misure attualmente in vigore a oltre il 1,5% qualora le riforme fossero adottate. Tra le varie riforme proposte dall’Ocse, lo studio sottolinea che il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’amministrazione pubblica e del sistema giudiziario avrebbe l’impatto più significativo sul Pil. Nel Rapporto si auspica anche “un maggior coordinamento tra l’amministrazione centrale e locale” per assicurare “un impiego più efficace dei fondi europei” con l’obiettivo di “ridurre le vaste disparità regionali”.

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