Elezioni amministrative ed europee: diocesi Bergamo, “ripensare il patto sociale, la sicurezza, la solidarietà”

“L’uomo di oggi ha bisogno più di strutture-ponte che di armature-muri. Questo avviene attraverso la costruzione di reali condizioni del dialogo tra compromesso e negoziazione e la gestione del conflitto. La politica ha il grande compito di trovare il punto giusto dove l’apertura rischia di diventare dissolvimento e impoverimento di una comunità e dove la chiusura rischia di diventare un egoismo e un isolamento disumanizzante”. Lo si legge nelle riflessioni che la diocesi di Bergamo, attraverso l’Ufficio per la pastorale sociale e il lavoro, offre in vista delle prossime elezioni amministrative ed europee (26 maggio).
La riflessione prosegue con l’invito a “ripensare il patto sociale, la sicurezza, la solidarietà”, facendo attenzione “non solo al fare per, ma piuttosto al fare con”, per un “protagonismo sociale dei più poveri”, e sostenendo la “sicurezza” dentro la vita degli uomini. Si tratta “di tornare a pensare la solidarietà nei termini della “giustizia sociale”, che anche nei contesti del governo locale del territorio prenda la forma di attenzione e inclusione delle persone più a rischio e più povere, nei termini di una reale sussidiarietà che attivi e ribadisca la responsabilità della comunità intera”.
Rispetto al fenomeno migratorio, il documento invita ad affrontare la questione, ormai “strutturale di questo tempo”, “con saggezza e senza preconcetti ideologici”: “Nella logica dell’interazione, la capacità di integrazione si trasforma in ricchezza per tutti e per tutti gli ambiti del vivere”.

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